Eh si gente, qui ci si innamora.
E’ una citta’ romantica questa urbe, invoglia; nonostante il vaticano, i terremoti, il tevere zozzo e le strade tutte scassate.
Ma sara’ che questa e’ una primavera strana, sara’ che da qualche mese a questa parte ho la sensazione che il mondo stia precipitando ma questa stagione e’ segnata soltanto da coppie di un certo tipo, che non sfigurerebbero nel salotto di Morticia Addams:
Ciccio&Ciccia
Pesano almento sette tonnellate in due, passeggiano mano nella mano mangiando qualcosa di enorme: un’enorme pizza, un’enorme cocomero, un’enorme gelato ecc; sembrano dei paciocconi esagerati ma se poco poco li guardi (ed e’ difficile, quando ti si oscura il sole non alzare la testa per vedere perche’ non c’e’ piu’ luce) attaccano briga immediatamente: e che problema hai, ma che vuoi, non sono grasso ho una disfunzione
Eccetera
Splendido& splendida
Questa coppia si trova in genere all’ora dell’aperitivo a strusciare tra i locali alla moda e poi fino a tarda notte nelle discoteche piu’ trendy ma per ragioni a me ignote, Splendido& splendida il sabato pomeriggio vanno a fare shopping nei quartieri popolari.
Se ne vanno in giro con la faccia schifatissima di essersi mischiati alla feccia non modaiola, camminano piano guardando dove mettono i piedi, come se stessero camminando su un campo rivestito di sterco di vacca; si tengono per mano e si guardano come per dire: coraggio, possiamo farcela a fare dello shopping radicalchic in questo posto puzzolente; io non capisco: si vestono come se fossero usciti da una rivista di moda, perche’ si ostinano ad andarsene in giro per marciapiedi luridi, invece di rimanere dentro Vogue? la strada e’ loro, sei tu che ti devi scansare: lesto, non toccarmi che mi insudici. Io quando li vedo mi viene voglia di spingerli addosso a Ciccio&Ciccia e godermi la rissa
I super-fini
Questa coppia rappresenta la nuova frontiera della coattaggine; se ci fosse un muro del coatto lo avrebbero sfondato; per costruire la coppia dei super fini occorrono:
un suv
un testa di cazzo che lo guidi
una fidanzata al suo fianco che sta con i piedi zozzi e brutti sopra al cruscotto
se ne vano in giro lenti lenti ovunque, anche nelle zone pedonali incuranti di qualsiasi divieto; la radio e’ altissima e sprizza rumore; lui batte il ritmo sul volante mentre contemporaneamente parla al cellulare; lei tiene il finestrino abbassato e guarda i pedoni come se fossero i suoi sudditi, sempre con i piedacci zozzi esposti e parla anche lei al cellulare; si ricordano di stare insieme ai semafori rossi in cui improvvisamente si zompano addosso ed effettuano una pomiciata hard che portera’, come fine ultimo, al concepimento di baby superfino
scusate, e’ una mia sensazione o sta andando tutto a puttane?
Questo è un blog che parla della città e della gente che vive, lavora, fa la fila alla posta, al supermercato, si imbuta negli autobus, nelle metro e nel traffico e che comunque, in qualche modo, sopravvive nella città
mercoledì 13 maggio 2009
martedì 12 maggio 2009
Lista dell’odio speciale
Questa non e’ una lista dell’odio come tutte le altre
Questa e’ una lista dell’odio speciale, perche’ contiene un unico elemento che ha conquistato il primo, il secondo, il terzo,il quarto, il quinto e cosi’ via fino al millesimo posto nel mio odio; occupa tutto lo spazio odiativo possibile, ogni interstizio: se continua cosi’ saro’ costretta a subappaltare a terzi le liste dell’odio normali.
Io odio e schifo un negozio.
Si un negozio che ha appena aperto, avete presente, un posto dove si vendono delle robe , praticamente sotto casa mia
Sabato pomeriggio vedo grosso movimento, un nuovo negozio di abbigliamento apre i battenti; allestito un tavolino con viveri e bevande per l’inaugurazione. Io ci passo vicino e vedo l’insegna oro e nera, teste di cazzo rasate e le note di faccetta nera che si librano nell’aire urbana
Cioe’
Faccetta nera
Sento dentro di me scoppiare l’indignazione che si trasforma in odio rapidamente e l’odio poi mi sale e mi scende nel corpo, dai capelli alle scarpe e poi dalle scarpe ai capelli; a momenti mi viene una sincope…ho passato il week end a pensare come disturbare i nuovi arrivati, a cosa disegnare sulla serranda del negozio per fargli capire che non sono i benvenuti, che ne so, tipo un enorme cazzo nero con la scritta siete invidiosi eh? Oppure un barcone della speranza, una bella caretta del mare con le caricature dei proprietari diretti verso il paese di vaffanculo.
Poi ieri mattina scendo di casa e vedo che sono ancora li, con il negozio aperto..
Credo e ritengo che questo sia un insulto personale, uno sgarro fatto apposta per insozzare l’aria che respiro. Non faro’ nulla alla loro serranda, perche’ alla fine non sarei migliore di loro se vandalizzassi senza ritegno la proprieta’ altrui
Ma se rimettono faccetta nera gli scarico addosso un secchio d’acqua gelata dritta dritta dall’ottavo piano
Vi odio, stronzi
cioe' e' incredibile;
sono tre anni che faccio liste dell'odio e Trenitalia non ne aveva saltata una
ma ora non ho posto, nel mio cuore, per altro odio che non sia questo
Questa e’ una lista dell’odio speciale, perche’ contiene un unico elemento che ha conquistato il primo, il secondo, il terzo,il quarto, il quinto e cosi’ via fino al millesimo posto nel mio odio; occupa tutto lo spazio odiativo possibile, ogni interstizio: se continua cosi’ saro’ costretta a subappaltare a terzi le liste dell’odio normali.
Io odio e schifo un negozio.
Si un negozio che ha appena aperto, avete presente, un posto dove si vendono delle robe , praticamente sotto casa mia
Sabato pomeriggio vedo grosso movimento, un nuovo negozio di abbigliamento apre i battenti; allestito un tavolino con viveri e bevande per l’inaugurazione. Io ci passo vicino e vedo l’insegna oro e nera, teste di cazzo rasate e le note di faccetta nera che si librano nell’aire urbana
Cioe’
Faccetta nera
Sento dentro di me scoppiare l’indignazione che si trasforma in odio rapidamente e l’odio poi mi sale e mi scende nel corpo, dai capelli alle scarpe e poi dalle scarpe ai capelli; a momenti mi viene una sincope…ho passato il week end a pensare come disturbare i nuovi arrivati, a cosa disegnare sulla serranda del negozio per fargli capire che non sono i benvenuti, che ne so, tipo un enorme cazzo nero con la scritta siete invidiosi eh? Oppure un barcone della speranza, una bella caretta del mare con le caricature dei proprietari diretti verso il paese di vaffanculo.
Poi ieri mattina scendo di casa e vedo che sono ancora li, con il negozio aperto..
Credo e ritengo che questo sia un insulto personale, uno sgarro fatto apposta per insozzare l’aria che respiro. Non faro’ nulla alla loro serranda, perche’ alla fine non sarei migliore di loro se vandalizzassi senza ritegno la proprieta’ altrui
Ma se rimettono faccetta nera gli scarico addosso un secchio d’acqua gelata dritta dritta dall’ottavo piano
Vi odio, stronzi
cioe' e' incredibile;
sono tre anni che faccio liste dell'odio e Trenitalia non ne aveva saltata una
ma ora non ho posto, nel mio cuore, per altro odio che non sia questo
venerdì 8 maggio 2009
Colleghe urbane
Dunque, io sono dieci anni che lavoro per la stessa azienda ma prima ho girato un po’, tra il pubblico ed il privato e ho potuto verificare che IN OGNI UFFICIO ci sono sempre le stesse tipologie di colleghe…ve le presento
Le benefattrici:
sono quelle che stanno sempre raccogliendo soldi per qualcosa: il figlio di una collega malata, il terremoto in Abruzzo, il mal sottile di uno dei capi, lo tzunami in Indonesia, l’otturazione di un cratere di marte eccetera eccetera eccetera; portano sfiga, sempre con il panierino in mano a battere cassa per le disgrazie; io quando le vedo mi gratto.
E poi: conoscono il compleanno di TUTTI GLI ESSERI UMANI PRESENTI IN AZIENDA e raccolta soldi pur per quello: compleanno di tizio, caio, sempronio, pensionamento di illo, maternita’ di ella ma che cavolo: io manco so come si chiamano di cognome quelli che stanno nella stanza di fianco ma come fanno? E, soprattutto, quando lavorano se sono in giro tutto il giorno per raccogliere soldi???
Le zoccole
Qui e’ un troiaio; sembra di stare dentro una puntata di Beverly hills dove tutti i protagonisti maschi sono stati con tutte le protagoniste femmine; io sono una comparsa per cui nel giochino non rientro.
Io invidio moltissimo le zoccole; loro hanno il potere. Entrano quando gli pare, escono quando gli aggrada, passano il tempo a lanciare sguardi assassini ai capi, poi sono perfette, con i capelli lisci e sempre a posto. Rubano il cestino delle benefattrici per andare dal capo a chiedere soldi. Ma non devolvono il ricavato in beneficenza
Le mamme
Le mamme in genere sono di due tipi: le mamme normali, che hanno figli ma anche una vita ed un cervello e le mammefuoriditesta, che non solo parlano sempre dei figli ma raccontano cose NOIOSISSIME sui figli, del tipo: ieri ho cambiato il pannolino a LucreziaMaria ma non aveva fatto la cacca (io mi chiedo, perche’ cambiarlo, allora). Poi gliene ho rimesso uno nuovo e lei l’ha fatta e ho dovuto ricambiarla. Io mi chiedo, sempre, quanto siano veramente convinte che la defecatio di LucreziaMaria rivesta per me un qualche tipo di interesse e quanto non gliene freghi nulla dell’interlocutore ma si abbia semplicemente la voglia di aprire la bocca senza vedere poi dove vanno a finire le parole. I bambini delle colleghe mammefuoriditesta non fanno mai nulla di divertente o di buffo; mangiano, cagano, piangono, guardano la tv. Esistono, semplicemente, come le loro mamme il cui passaggio su questa terra (e soprattutto in questo ufficio) e’ puramente formale. La mammafuoriditesta chiama 25 volte la nonna o la baby sitter chiedendogli ossessivamente la stessa cosa: ha mangiato? Ha cagato? ha mangiato? Ha cagato? ha mangiato? Ha cagato? ha mangiato? Ha cagato? ha mangiato? Ha cagato? ha mangiato? Ha cagato? E se una delle 25 volte che lo chiede il pupo non l’ha fatta lei si alza e con aria trionfante ma fintamente nascosta dietro un velo di mestizia esclama: lo sapevo, senza di me non la fa, devo andare, arrivederci.
Le vetuste
Anche qui dobbiamo discernere, esistono diversi tipi di vetuste
Vetusta arenata: balenottera arresa all’eta’ e al tempo, viene in ufficio sbuffando e facendo il conto alla rovescia per i giorni che mancano alla pensione. Ritiene di aver acquisito il diritto a non lavorare, perche’ lo fa da tanto tempo e ti da’ ordini su cosa fare e quando farlo anche se non e’ il tuo capo. Simpaticissime
Vetusta indomita: sono donne che non si arrendono al tempo ed all’eta’ e dato che hanno visto troppe puntate di sex and city fanno discorsi del tipo:
Vetusta1: "dovremmo fare esercizio per la vagina"
Vetusta2: "cosa dici???"
Vetusta1: "in Thailandia delle ragazze si mettono la pallina
nell'intimità e gareggiano a chi la spara più lontano"
Vetusta2: "si e come fanno?"
Vetusta uno: "ah io mi tengo sempre in allenamento e...."
Eccetera.
A volte alzo lo sguardo per vedere se volano palline
Vetusta materna: ha figli grandi e grande esperienza materna. Ti vuole fare da mamma a tutti i costi, ti chiede se hai mangiato, se hai dormito, se hai problemi col fidanzato, cosa ti turba, raccontamelo, io l’ho gia vissuto e so tutte le risposte. Utili perche’ ti danno sempre un passaggio quando piove ma rompine, come tutte le mamme
Le lamentose: si lamentano di qualunque cosa: se hanno un’attivita’ ne vogliono fare un’altra, se hanno la pausa la mattina la vogliono fare il pomeriggio, se il capo non le saluta si straniscono, se le saluta dicono che e’ invadente; il lamento e’ la loro arma mortale: sconfiggono i nemici sfondadogli le palle a furia di recriminazioni, il loro tono lamentoso ucciderebbe pure un monaco buddista; la loro insoddisfazione riempie l’aire tutta saturandola di rimpianti e rimorsi..sono la categoria che mi irrita di piu’ e, soprattutto, il pianto frutta: pur di non sentirle piu’ spesso vengono affidati loro incarichi fuori ufficio o promozioni. E che cavolo
Le impegnate
Le impegnate vengono in ufficio con l’aria di sopportazione estrema di chi deve fare questo schifo di lavoro per mangiare ma in realta’ avrebbe qualcosa di molto piu’ importante da fare: salvare le balene, pulire le strade dai rifiuti non differenziati, convincere la gente a non votare piu’ il nano, dare da mangiare ai cani abbandonati, portare le coperte ai barboni, ascoltare tre tribune politiche e una conferenza sul ruolo della donna in Afghanistan.
Un mio collega ha detto che non mi sopporta piu’ che ogni mattina invece di dirgli buongiorno faccio: ah ma voi di quello che succede nel mondo proprio non vene frega niente eh, basta che parlate di traffico sul raccordo e della cacca dei pupi e avete passato la giornata; bravi, bravi, come fate a campare cosi’ non lo so
Mi ha detto, ma se una volta ogni tanto ti metti a guardare un calendario di Brad Pitt e ti rilassi un attimo?
Del resto, tutti apparteniamo a qualche categoria.
io credo di essere una collega impegnata e anche piuttosto irritante.
Ringrazio tutti quelli che, in questi mesi, mi hano raccontato a voce o per e mail episodi riguardanti i loro colleghi strani e pazzi, facendomi sentire meno sola nel delirio e contribuendo in maniera fondamentale alla stesura di questo post
Le benefattrici:
sono quelle che stanno sempre raccogliendo soldi per qualcosa: il figlio di una collega malata, il terremoto in Abruzzo, il mal sottile di uno dei capi, lo tzunami in Indonesia, l’otturazione di un cratere di marte eccetera eccetera eccetera; portano sfiga, sempre con il panierino in mano a battere cassa per le disgrazie; io quando le vedo mi gratto.
E poi: conoscono il compleanno di TUTTI GLI ESSERI UMANI PRESENTI IN AZIENDA e raccolta soldi pur per quello: compleanno di tizio, caio, sempronio, pensionamento di illo, maternita’ di ella ma che cavolo: io manco so come si chiamano di cognome quelli che stanno nella stanza di fianco ma come fanno? E, soprattutto, quando lavorano se sono in giro tutto il giorno per raccogliere soldi???
Le zoccole
Qui e’ un troiaio; sembra di stare dentro una puntata di Beverly hills dove tutti i protagonisti maschi sono stati con tutte le protagoniste femmine; io sono una comparsa per cui nel giochino non rientro.
Io invidio moltissimo le zoccole; loro hanno il potere. Entrano quando gli pare, escono quando gli aggrada, passano il tempo a lanciare sguardi assassini ai capi, poi sono perfette, con i capelli lisci e sempre a posto. Rubano il cestino delle benefattrici per andare dal capo a chiedere soldi. Ma non devolvono il ricavato in beneficenza
Le mamme
Le mamme in genere sono di due tipi: le mamme normali, che hanno figli ma anche una vita ed un cervello e le mammefuoriditesta, che non solo parlano sempre dei figli ma raccontano cose NOIOSISSIME sui figli, del tipo: ieri ho cambiato il pannolino a LucreziaMaria ma non aveva fatto la cacca (io mi chiedo, perche’ cambiarlo, allora). Poi gliene ho rimesso uno nuovo e lei l’ha fatta e ho dovuto ricambiarla. Io mi chiedo, sempre, quanto siano veramente convinte che la defecatio di LucreziaMaria rivesta per me un qualche tipo di interesse e quanto non gliene freghi nulla dell’interlocutore ma si abbia semplicemente la voglia di aprire la bocca senza vedere poi dove vanno a finire le parole. I bambini delle colleghe mammefuoriditesta non fanno mai nulla di divertente o di buffo; mangiano, cagano, piangono, guardano la tv. Esistono, semplicemente, come le loro mamme il cui passaggio su questa terra (e soprattutto in questo ufficio) e’ puramente formale. La mammafuoriditesta chiama 25 volte la nonna o la baby sitter chiedendogli ossessivamente la stessa cosa: ha mangiato? Ha cagato? ha mangiato? Ha cagato? ha mangiato? Ha cagato? ha mangiato? Ha cagato? ha mangiato? Ha cagato? ha mangiato? Ha cagato? E se una delle 25 volte che lo chiede il pupo non l’ha fatta lei si alza e con aria trionfante ma fintamente nascosta dietro un velo di mestizia esclama: lo sapevo, senza di me non la fa, devo andare, arrivederci.
Le vetuste
Anche qui dobbiamo discernere, esistono diversi tipi di vetuste
Vetusta arenata: balenottera arresa all’eta’ e al tempo, viene in ufficio sbuffando e facendo il conto alla rovescia per i giorni che mancano alla pensione. Ritiene di aver acquisito il diritto a non lavorare, perche’ lo fa da tanto tempo e ti da’ ordini su cosa fare e quando farlo anche se non e’ il tuo capo. Simpaticissime
Vetusta indomita: sono donne che non si arrendono al tempo ed all’eta’ e dato che hanno visto troppe puntate di sex and city fanno discorsi del tipo:
Vetusta1: "dovremmo fare esercizio per la vagina"
Vetusta2: "cosa dici???"
Vetusta1: "in Thailandia delle ragazze si mettono la pallina
nell'intimità e gareggiano a chi la spara più lontano"
Vetusta2: "si e come fanno?"
Vetusta uno: "ah io mi tengo sempre in allenamento e...."
Eccetera.
A volte alzo lo sguardo per vedere se volano palline
Vetusta materna: ha figli grandi e grande esperienza materna. Ti vuole fare da mamma a tutti i costi, ti chiede se hai mangiato, se hai dormito, se hai problemi col fidanzato, cosa ti turba, raccontamelo, io l’ho gia vissuto e so tutte le risposte. Utili perche’ ti danno sempre un passaggio quando piove ma rompine, come tutte le mamme
Le lamentose: si lamentano di qualunque cosa: se hanno un’attivita’ ne vogliono fare un’altra, se hanno la pausa la mattina la vogliono fare il pomeriggio, se il capo non le saluta si straniscono, se le saluta dicono che e’ invadente; il lamento e’ la loro arma mortale: sconfiggono i nemici sfondadogli le palle a furia di recriminazioni, il loro tono lamentoso ucciderebbe pure un monaco buddista; la loro insoddisfazione riempie l’aire tutta saturandola di rimpianti e rimorsi..sono la categoria che mi irrita di piu’ e, soprattutto, il pianto frutta: pur di non sentirle piu’ spesso vengono affidati loro incarichi fuori ufficio o promozioni. E che cavolo
Le impegnate
Le impegnate vengono in ufficio con l’aria di sopportazione estrema di chi deve fare questo schifo di lavoro per mangiare ma in realta’ avrebbe qualcosa di molto piu’ importante da fare: salvare le balene, pulire le strade dai rifiuti non differenziati, convincere la gente a non votare piu’ il nano, dare da mangiare ai cani abbandonati, portare le coperte ai barboni, ascoltare tre tribune politiche e una conferenza sul ruolo della donna in Afghanistan.
Un mio collega ha detto che non mi sopporta piu’ che ogni mattina invece di dirgli buongiorno faccio: ah ma voi di quello che succede nel mondo proprio non vene frega niente eh, basta che parlate di traffico sul raccordo e della cacca dei pupi e avete passato la giornata; bravi, bravi, come fate a campare cosi’ non lo so
Mi ha detto, ma se una volta ogni tanto ti metti a guardare un calendario di Brad Pitt e ti rilassi un attimo?
Del resto, tutti apparteniamo a qualche categoria.
io credo di essere una collega impegnata e anche piuttosto irritante.
Ringrazio tutti quelli che, in questi mesi, mi hano raccontato a voce o per e mail episodi riguardanti i loro colleghi strani e pazzi, facendomi sentire meno sola nel delirio e contribuendo in maniera fondamentale alla stesura di questo post
giovedì 7 maggio 2009
Tutte le strade portano a Punzy-3
Buongiorno a tutti!!
Oltre all’evergreen
Punzy nuda
Abbiamo altre due chiavi di ricerca certamente create ad hoc da abituali frequentatori del blog:
reggiseno punzy
(terza, ok? Curiosita’ svelata?)
punzy, ma in che cazzo di paese vivo
(prefe, non saprei. Io nell’Urbe)
Ecco le chiavi di ricerca di questo mese :
arte di perdere
(ah e’ un arte? Allora io so’ campionessa!)
ave cesare anke i porti te salutano
(non era proprio cosi’, e’ inutile chiederti se hai letto Svetonio, suppongo che credessi di citare Moccia)
crisi aviopenica
(sempre un grazie ad Ale arcuri)
dialoghi in inglese tra due persone al supermercato
(tipo? Sorry, this shopping trolley is mine! Mavammori’ammazzato inglese de merda, sto’ carrello e’ er mio)
esploso tergivetro smart
(cazzo)
con le quattro frecce accese posso sostare momentaneamente in doppia fila
(certo, anche un paio di eoni, come no)
il ricatto lavorale
(ovvero? Volevi dire il ricatto morale sul lavoro?)
giochi diserpenti che mangiano i ogetti di fogna
(pervertito e anche ignorante!)
finestra privata distanza a macchina parcheggiata
(parole in liberta’)
incidente macchina padre pio
(spettacolare! se fosse veramente santo, avrebbe evitato il frontale, no?)
negozi che vendono gommapiuma a metraggio centocelle
(sai di essere uno sfigato, vero?)
frasi fatte richieste al comune
(Tipo, terzo piano, secondo sportello?)
abiti per la sopravvivenza cittadina
(ma bastano un paio di jeans)
un piccione mi ha cagato addosso
(a me sul motorino)
tutte le strade portano a dio
(anche la tangenziale est?)
triestini coglioni
(razzista!!)
suv pene piccolo
(concordo)
svuotatasche induzione
(???????????? Si puo’ indurre coattivamente ad utilizzare lo svuotatasche??)
tamponamento su rotonda con sirena
(la sirena stava al centro della rotonda e cantava?)
sora lella a chi rimane
(la faccio la battuta macabra? Vabbe’ dai no)
slip sotto il tavolo
(zozzona)
se c'è la goccia è gim
(ma lo sanno tutti, dai)
saluti &baci
(ciao ciao)
risarcimento cacca di piccione
(ah ma sei fissato con la cacca di piccione..)
povero cazzone
(chi, quello che vuole I soldi perche’ un piccione gli ha cagato addosso?)
pungimi e non uscirà sangue
(via di qui maledetto vampiro!!)
passeggini 3 ruote fuoristrada
(ah si fatevi anche I passeggini SUV, bravi bravi)
neologiamo
(noi neologiamo, voi neologiate)
motivi per cui si fanno incidenti
(perche’ si ritiene, erronemente, di guidare come se si fosse dentro un videogame)
inculata a viterbo supermercato
(hai messo il video su Youtube?)
come inviare maledizioni
(Uh non hai mai imprecato in vita tua? E’ facilissimo, accendi la tivvu’ e comincia)
cronache vanitose
(???)
filosofia gas nervini
(interessante, il gas nervino ha una filosofia. Chissa’ qual’e’..)
miei non vogliono che mi fidanzi
(fallo di nascosto, su)
gente che butta di tutto dal balcone
(sei stato a Napoli a capodanno eh?)
Quelli che sono fissati con l’elefante
mi fai vedere un elefante
al massimo quanto è alto un elefante africano
comprare elefante
elefante al supermercato
(??al supermercato?? Ma perche’ siete fissati con gli elefanti??)
Liste dell’odio altrui
odio la smart
odio tecnocasa
(anch’io)
odio e l' arte
(?)
Odio faina
(eh si, e’ un personaggio controverso)
Filosoficissssssima
pompini si aprono le porte
(eh si. Quante ne vuoi)
Quelli che sono fissati con le risse:
Rissa urbana
La DIGOS mi ha visto nella rissa?
(Lo vuoi sapere da google?)
Quanti anni di prigione per rissa
(ma dai, in Italia non va in galera piu’ nessuno, su)
Una volta sapevo fare le risse
(poi sei regredito?)
I soliti satanismi
Cronache sataniche
Sacrifici urbani
(eh no, cazzo)
Nell’urbe il demonio
(prova al vaticano)
Grazie a tutti per la cortese attenzione, al mese prossimo
Punzy
martedì 5 maggio 2009
Dolcenonna urbana
Ieri vado alla posta, alle 09.26 prendo il numero 156, allo sportello servono il 23.
Rendetevi conto.
Dato che comunque sono una femmina urbana piena di risorse, mi faccio il calcolo che prima di tre ore non mi tocca, per cui vado a fare la spesa, salgo a casa, avvio la lavatrice, do’ una pulita al bagno, mi aggiusto il trucco e rivado alla posta.
Servono il 110. vabbe’una mezz’ora di attesa posso farla. Sono le 12.00, l’eliminacode ha finito i numeri. Entra una vecchietta, una vera e propria dolcenonna: magra, pelle diafana, vestita come se fossimo nel 47 con panni rimediati una balla americana: tre strati di maglioni, una sporta per la spesa tutta lisa e un cappellino sferruzzato a mano; gli occhi dolci, un sorriso soave. Si avvicina all’eliminacode, constata l’assenza di numeri. Si dispera, devo prendere la pensione, ora come faccio. Le dico che puo’ passare avanti a me, anche altri due signori si offrono di farla passare, non si preoccupi signora, in qualche modo si fa. L’impiegata dietro lo sportello guarda schifata la dolcenonna e dice senza numero non serviamo e che cavolo, e’ una persona anziana, noi vogliamo farla passare ma quella e’ decisa, no, SENZA NUMERO NON SERVIAMO; io sono allibita da tanta cattiveria (non abbastanza da cedere a dolcenonna il mio, di numero, non sono cosi’ buona).
Mentre protestiamo per l’ingiusto trattamento subito da dolcenonna, la vecchietta, con un guizzo felino, prende un numeretto dal cestino della carta straccia ed inizia a strillare: ma siete al 140, io ho il 135, il mio numero non l’avete chiamato
Sono stupefatta, hai capito dolcenonna.
L’impiegata dice, signora, dove l’ha preso quel numero? Dieci minuti fa lei il numero non l’aveva
Dolcenonna fa una faccia irremovibile, il mio numero non l’avete chiamato, ripete ottusamente, io ho il 135
Io sto zitta, ma capisco di aver sottovalutato dolcenonna. Si forma un imbuto, tutti capiscono che dolcenonna ha imbrogliato ma nessuno parla perche’, si, insomma, e’ una persona anziana, ma proprio tanto tanto anziana, vogliamo tutti che prenda la sua pensione. L’impiegata e’ livida di rabbia; il direttore sente il tafferuglio, si avvicina allo sportello, guarda dolcenonna come se fosse uno scarafaggio, ma insomma in questo ufficio postale sono degli schifosi, si permettono pure di guardare male gli utenti dopo che uno aspetta tre ore di essere servito, scandaloso, aizzo tutta la folla che schifa e odia l’impiegata ed il direttore che alla fine dice, va bene signora, venga. Dolcenonna si avvicina zoppicando, io dico ma che vergogna che non volete servire una persona anziana e invalida, siete veramente senza cuore e’ per colpa di gente come voi che il paese va in malora eccetera eccetera eccetera e continuo a polemizzare pure quando dolcenonna ha finito ed esce. Finalmente arriva il mio turno, l’impiegata dietro lo sportello mi dice: per sua informazione, quella signora viene tutte le settimane alla posta e fa come le pare, non fa la fila, non prende il numero, passa avanti a tutti
vabbe’ senta ma e’ una persona anziana
inoltre non e’ invalida e cammina benissimo, guardi, si giri
mi giro, dolcenonna e’ fuori all’ufficio postale che parla al cellulare, un Nokia ultimo modello, di quelli che ti fanno pure il caffe’.. in effetti, non zoppica piu’
Inoltre, continua l’impiegata, lei prende di pensione il doppio di quanto io prendo di stipendio (quindi almeno il doppio anche di me), guardi guardi sta andando a mangiare al bar
In effetti dolcenonna si e’ seduta al tavolino, il cameriere le prende l’ordinazione
Mi giro verso l’impiegata tutta vergognosa..mi scusi
Prego, ogni settimana tanto trova un paladino della giustizia che la fa infilare nella fila. Le pare giusto?
No
Io non me lo posso permettere di mangiare al bar
In effetti nemmeno io. MI scusi, mi aveva fatto pena
E gia ma io che prendo 1100 euro al mese, devo pagare il mutuo e ho due bambini con il mio ex marito che non mi paga gli alimenti non le faccio pena?
Si signora, ha ragione,anche lei mi fa pena. E mi faccio pena pure io, perche’ sono una vetero-idealista del cazzo. Mi scusi ancora se le ho aizzato contro la folla
Mi restituisce le bollette con gesto secco, buongiorno
E buongiorno
Esco dall’ufficio postale incazzata nera perche’ la vita e la gente mi fregheranno sempre e comunque, io sono una destinata a soccombere di fronte ad un cappellino fatto ad uncinetto; guardo dolcenonna, l’ordinazione e’ arrivata, un bel vassoio con tramezzini, pizzette, una macedonia, un succo d’arancia e dalla faccia del cameriere direi che ci e’ anche scappata anche una mancia abbondante
Dolcenonnadelcazzo
Rendetevi conto.
Dato che comunque sono una femmina urbana piena di risorse, mi faccio il calcolo che prima di tre ore non mi tocca, per cui vado a fare la spesa, salgo a casa, avvio la lavatrice, do’ una pulita al bagno, mi aggiusto il trucco e rivado alla posta.
Servono il 110. vabbe’una mezz’ora di attesa posso farla. Sono le 12.00, l’eliminacode ha finito i numeri. Entra una vecchietta, una vera e propria dolcenonna: magra, pelle diafana, vestita come se fossimo nel 47 con panni rimediati una balla americana: tre strati di maglioni, una sporta per la spesa tutta lisa e un cappellino sferruzzato a mano; gli occhi dolci, un sorriso soave. Si avvicina all’eliminacode, constata l’assenza di numeri. Si dispera, devo prendere la pensione, ora come faccio. Le dico che puo’ passare avanti a me, anche altri due signori si offrono di farla passare, non si preoccupi signora, in qualche modo si fa. L’impiegata dietro lo sportello guarda schifata la dolcenonna e dice senza numero non serviamo e che cavolo, e’ una persona anziana, noi vogliamo farla passare ma quella e’ decisa, no, SENZA NUMERO NON SERVIAMO; io sono allibita da tanta cattiveria (non abbastanza da cedere a dolcenonna il mio, di numero, non sono cosi’ buona).
Mentre protestiamo per l’ingiusto trattamento subito da dolcenonna, la vecchietta, con un guizzo felino, prende un numeretto dal cestino della carta straccia ed inizia a strillare: ma siete al 140, io ho il 135, il mio numero non l’avete chiamato
Sono stupefatta, hai capito dolcenonna.
L’impiegata dice, signora, dove l’ha preso quel numero? Dieci minuti fa lei il numero non l’aveva
Dolcenonna fa una faccia irremovibile, il mio numero non l’avete chiamato, ripete ottusamente, io ho il 135
Io sto zitta, ma capisco di aver sottovalutato dolcenonna. Si forma un imbuto, tutti capiscono che dolcenonna ha imbrogliato ma nessuno parla perche’, si, insomma, e’ una persona anziana, ma proprio tanto tanto anziana, vogliamo tutti che prenda la sua pensione. L’impiegata e’ livida di rabbia; il direttore sente il tafferuglio, si avvicina allo sportello, guarda dolcenonna come se fosse uno scarafaggio, ma insomma in questo ufficio postale sono degli schifosi, si permettono pure di guardare male gli utenti dopo che uno aspetta tre ore di essere servito, scandaloso, aizzo tutta la folla che schifa e odia l’impiegata ed il direttore che alla fine dice, va bene signora, venga. Dolcenonna si avvicina zoppicando, io dico ma che vergogna che non volete servire una persona anziana e invalida, siete veramente senza cuore e’ per colpa di gente come voi che il paese va in malora eccetera eccetera eccetera e continuo a polemizzare pure quando dolcenonna ha finito ed esce. Finalmente arriva il mio turno, l’impiegata dietro lo sportello mi dice: per sua informazione, quella signora viene tutte le settimane alla posta e fa come le pare, non fa la fila, non prende il numero, passa avanti a tutti
vabbe’ senta ma e’ una persona anziana
inoltre non e’ invalida e cammina benissimo, guardi, si giri
mi giro, dolcenonna e’ fuori all’ufficio postale che parla al cellulare, un Nokia ultimo modello, di quelli che ti fanno pure il caffe’.. in effetti, non zoppica piu’
Inoltre, continua l’impiegata, lei prende di pensione il doppio di quanto io prendo di stipendio (quindi almeno il doppio anche di me), guardi guardi sta andando a mangiare al bar
In effetti dolcenonna si e’ seduta al tavolino, il cameriere le prende l’ordinazione
Mi giro verso l’impiegata tutta vergognosa..mi scusi
Prego, ogni settimana tanto trova un paladino della giustizia che la fa infilare nella fila. Le pare giusto?
No
Io non me lo posso permettere di mangiare al bar
In effetti nemmeno io. MI scusi, mi aveva fatto pena
E gia ma io che prendo 1100 euro al mese, devo pagare il mutuo e ho due bambini con il mio ex marito che non mi paga gli alimenti non le faccio pena?
Si signora, ha ragione,anche lei mi fa pena. E mi faccio pena pure io, perche’ sono una vetero-idealista del cazzo. Mi scusi ancora se le ho aizzato contro la folla
Mi restituisce le bollette con gesto secco, buongiorno
E buongiorno
Esco dall’ufficio postale incazzata nera perche’ la vita e la gente mi fregheranno sempre e comunque, io sono una destinata a soccombere di fronte ad un cappellino fatto ad uncinetto; guardo dolcenonna, l’ordinazione e’ arrivata, un bel vassoio con tramezzini, pizzette, una macedonia, un succo d’arancia e dalla faccia del cameriere direi che ci e’ anche scappata anche una mancia abbondante
Dolcenonnadelcazzo
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