lunedì 14 giugno 2010

Tutte le strade portano alla littoria Punzy



Non ho tempo per indicarvi le sempre piu' strane e littorie chiavi di ricerca attraverso le quali loschi figuri approdano su questo blog ma ritenevo mio dovere civico segnalarvi almeno queste:


importanti questioni di igiene
alito naftalina cura
flatulenza puzzolente e ciliegie
(a testimonianza che la societa’ del web da’ molta importanza alle puzze piu’ strane che l’ affliggono e tenta di porvi rimedio).

Senza senso alcuno
mela in bocca" nuda prezzemolo
(c’e’ chi si eccita con poco)
orso insonnia"
(e’ un problema per il letargo)
grattarmi il naso che prude
(Cosa te lo impedisce?)
quando si utilizzano le quattro frecce accese
(mi auguro che tu non abbia ancora preso la patente)
strisce pedonali+zebra spiritosa
(e magari a pois)
cicche e littori
(l’accostamento mi incuriosisce)


A piedi nudi nell’urbe
aveva tolto i sandali
(quindi se l’e’ cercata)
scalza in ufficio
scalza nel cesso
scalza nel metro
(scalza all’ospedale per l’antitetanica)

Non puo’ mancare:
scopata elefante

problem solving
soluzioni anti ratti che salgono dal wc

Una nuova fissazione fetish
calzini gialli napoli
gatto nel calzino
(e io pensavo che i miei fossero strani)
il calzino in testa dove trovarlo
(in testa)


..e per il gran finale….il successo di Furby!!!!
cosa possa fare con il mio furby?
(Oh..molte cose, sai? Molte.. )
furby realtà
(purtroppo si )
video dei furby
(nooooo dai dove si scarica?? )


venerdì 11 giugno 2010

Uno spettro si aggira per l’Urbe: lo spettro del comunismo (oddio ho detto una brutta parola non littoria!!)


Caro sindaco dell’Urbe, io Le scrivo questa rispettosa lettera aperta per dirle che qua sta andando tutto a puttane.
E non intendo quelle che se ne fottono delle moralissime leggi littorie e della chiesa e della morale comune e che se stanno a soddisfare sani maschi littori nelle loro esigenze in mezzo alle strade pure alle due del pomeriggio, no signor sindaco, io intendo puttane metaforiche; no lo preciso perche’ a volte il maschio sente la parola puttana e non capisce piu’ niente, il sangue defluisce dal cervello e il senso del resto di questa lettera poi si perde e invece e’ importante, signor sindaco, che Lei capisca.
Qua pullula di comunisti.
Ieri sera la citta’ era piena di gente che usciva con la fiaccola in mano e una striscia a lutto sul braccio; io mi sono messa paura in primis per la salute Sua e di tutta la littoria giunta comunale e provinciale, ho detto mamma mia, vuoi vedere che e’ mancato qualche littorio esponenente istituzionale? E invece no, signor sindaco, quegli eversivi andavano i n piazza a protestare per il DDl intercettazioni; per carita’, perditempo puzzafame senz’altro, ma erano tanti, signor sindaco, io glielo dico.
Sempre una povera femmina indifesa sono, per cui mi sono nascosta sotto al letto con una bottiglia d’acqua e un panino ma quando ne sono uscita questa mattina per fare il mio dovere di formichina producente ho trovato gli autobus fermi e quegli eversivi degli autisti che si rifiutavano di guidare millantando tagli e condizioni di lavoro schifose..e la gente gli dava ragione signor sindaco!! Diceva, eh se sa, stamo tutti a mori’ de fame, dovemo fa’ qualcosa..qualcosa!!! signor sindaco, vogliono fare qualcosa e sono certa che sara’ qualcosa che non mi piacera’!!
Poi leggo notizie come queste

http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/06/10/news/grattacieli_a_roma_polemica_buona_idea_va_contro_la_storia-4712066/

e m’indigno; signor sindaco ma lei perde tempo a leziosare su come dobbiamo fare i grattacieli se piu’ alti o no del cupolone? Innanzitutto e’ una falsa questione, perche’ e’ ovvio che Gesu’ bambino piangerebbe tantissimo se facessimo un grattacielo alto alto alto , piu’ alto di casa sua ma poi a noi cittadini che ce ne fotte?? Dobbiamo costruire case nuove? Tanto si sa, facciamo poi la bella colata di cemento, casermoni enormi senza balconi con le finestre per far respirare i puzzafame che ci andranno ad abitare, cosa discutiamo a fare? Signor sindaco, la citta’ sta sprofondando nelle buche, nei cantieri della metropolitana che tutti noi cittadini, littori e non littori abbiamo capito che non vedremo mai, il traffico ci sommerge, l’aria e’ sempre piu’ inquinata ma vogliamo dare ragione ai comunisti che dicono che Lei non e’ un bravo amministratore??

Vi mettete la’ in campidoglio a disquisire su come vogliamo il grattacielo, se coi vetri a specchio oppure no e qua gli eversivi prendono il sopravvento?? Signor sindaco, Dio mi perdonera’ per quello che sto per dire ma a me questo atteggiamento di perdere tempo in discussioni inutili mi sembra molto, molto di sinistra.
Qua oggi tira vento, signor Sindaco, vento di rivoluzione. Soffia, soffia forte e dappertutto, nelle periferie degradate, nei quartieri dormitorio, per i vicoli di trastevere e di piazza Navona.
Lei non puo’ ignorarlo
Faccia qualcosa, la prego
Qualcosa di littorio.

E se proprio non le viene nulla di littorio, a questo punto, faccia almeno qualcosa di sinistra

Perda le prossime elezioni

Sempre sentitamente sua,
Punzy

martedì 8 giugno 2010

Non e’ un’Urbe per vecchi



Dunque; a quanto pare, qui nell’Urbe scamazziamo un sacco di pedoni, in particolare anziani; stando al’articolo ogni centomila pedoni ne schiacciamo 35 e sono quasi tutti vecchi:

Ovviamente, eversive associazioni di pensionati vogliono subito fare manifestazioni e scioperi per protestare contro questi scamazzamenti, che poi voglio dire: pensionato non producente, cosa scioperi?? Che fai, non ritiri la pensione alla posta per protesta??
Ovviamente si vede che non tengono niente da fare, questi improducenti vecchiacci; la loro nullafacenza si estrinseca proprio dal fatto che sono i piu’ scamazzati ma per forza: si mettono tutto il giorno in mezzo alla strada si sa che prima o poi qualcuno che va di fretta non si ferma davanti alle strisce pedonali!! poi diciamocelo: ma voi vecchi pedoni perche'quando vedete uno che corre non fate un bel salto all’indietro per togliervi dalla strada?
Ma la verita' e’ che questi, avendo rinunciato alla vita produttiva invece di rimanere al lavoro fino al’ultimo respiro possibile, parassiti che non sono altro, non hanno niente da fare tutto il giorno a parte aspettare che i nipotini escono da scuola e magari si mettono dalle dieci del mattino fuori alla scuola e attaccano pipponi ai bidelli su quant’e’ bello il loro pupo, oppure fermano la gente per strada e gli raccontano i fatti della guerra, ma per piacere, basta co’ sta’ guerra, sta resistenza, sti’ partigiani e i tedeschi cattivi; vi siete fatti antichi, vecchi urbani! Ma poi ci pensate, brutti incoscienti, che facendovi investire sulle strisce pedonali magari fate pure arrestare un giovane padre di famiglia, membro produttivo della societa’? stavene a casa, per favore, che date fastidio. Potete morire anche li’, attaccandovi al tubo del gas o altro

Senza dare fastidio all’Urbe che produce

venerdì 4 giugno 2010

Brutti, sporchi e cattivi


Dunque, essendo donna littoria tutta Dio, patria e famiglia, io spesso torno nella mia citta’ natale napoletana ad omaggiare il padre e madre, i quali a loro volta omaggiano me uccidendo stuoli di vitelli grassi e friggendoli in mio onore.
Dunque torno a casa, approffitando del festivo 2 giugno, dopo il solito passaggio obbligatorio fornitomi a caro prezzo dalla nostra gloriosa ferrovia italiana che tutto il mondo ci chiede come facciamo noi ad avere ancora questi mezzi di trasporto di ante guerra
Giungo sul suolo natio, passeggio per questa piccola urbe marina, in mezzo agli eterni cantieri della metropolitana, crateri e sventramenti da tutte le parti, munnezza e negozi aperti; della festa della repubblica, a quanto pare, qui non frega niente a nessuno. Nel porto ormeggiano enormi navi da crociera alte come palazzi di otto piani, fanno ombra agli scugnizzi che giocano a pallone in mezzo alle banchine; il santo dell’anno si chiama Quagliarella
Arrivo all’edicola del Fratello Minore, che vedo subito sta preparando il fucile a pallini, che e’ il modo cordiale con cui forse saluta i parenti.
Ave, Fratello Minore, carichi a salve per me? No dice, stanno arrivando gli zingari
Aaaaaahh sempre cordiale tu con gli extracomunitari
Del resto noi littori approviamo di bruciare gli zingari, si sa, e’ passatempo maschio ed italico
Questi non sono extracomunitari, spiega pero’ mio fratello, sono zingari sporchi e pidocchiosi nati a Napoli, cresciuti nel rione sanita’ e che si sono imparati camorristi,
Mentre tiro la filippica sulla solidarieta’ sociale che adesso noi littori dobbiamo fingere di avere e che comporta che noi gli zingari non li spariamo, magari li cacciamo solo con la scopa, sento una musichetta accattivante, ritmo latino americano mischiato alla rumba degli scugnizzi credo, ed eccoli la’ svoltare l’angolo: i brutti sporchi e cattivi
Trattasi di famigliola similtzigana che gira con un carrettino dal quale proviene la musica su dischi di Vinile; essa e’ composta da padre, madre, figlia ed essere imprecisato che cambia i dischi sul carrettino musicale
Sono tutti sporchissimi, i loro corpi raccontano storie prive di sapone ed igiene
Puzzano di pipi’ rancida
Il padre balla, la madre fornisce i numeri al lotto vincenti, la figlia legge la mano, l’essere imprecisato cambia i dischi; e’ alto, biondo e mugugna parole tronche..sembra Lerch della famiglia addam’s
Si fermano nella piazzetta ed iniziano lo show che consiste in questo: il padre, enorme e grasissimo tipo lottatore di sumo, inizia a ballare credo la samba facendo quelli che nelle sue intenzioni dovrebbero essere accattivanti movimenti pelvici ma che nella pratica sono degli spostamenti di lardo da una parte all’altra del corpo, la panciona enorme e tremolante che si sposta da destra a sinistra e viceversa
ho letto libri di Stephen King che mi hanno fatto meno impressione.
La madre (si capisce che e’ femmina dalle gonne multistrato, altrimenti i baffi potrebbero trarre in inganno) asserisce che la sua veggenza le fa vedere i numeri che usciranno alla prossima estrazione del lotto (perche’ non se li gioca lei e li usa per comprarsi una doccia?) e la figlia, veggente come la madre, chiede di leggere la mano
Mio fratello dice che lei nella mano legge solo le disgrazie, a memoria d’uomo nessuno che si sia fatto leggere la mano da lei ha ricevuto una buona notizia mai, nemmeno per sbaglio..e se ti rifiuti di darle dei soldi lei ti insegue e le disgrazie te le augura.
Il problema e’ che loro girano da anni nel quartiere e tutti li chiamano imbroglioni perche’ i numeri non escono mai e tengono i pidocchi
Il fatto dei pidocchi e’ vero, lo constato di persona e in diretta e urlo ma che schifo, mio fratello dice li posso cacciare adesso, eh no ma non stanno facendo niente di male, la nuova ipocrita politica littoria e’ quella di ma nel frattempo la gente si e’ affacciata e gli getta addosso oggetti contundenti e dice andatevene che fate schifo
Lerch si gratta furiosamente dappertutto e in silenzio
La figlia getta un anatema che uccide su tutto il quartiere; il padre, incurante, danza il ballo dell’adipe indefessamente; la cosa curiosa di questi zingari e ‘ che parlano napoletano assai bene, non hanno per nulla l’accento slavo..inoltre, sono ignorantissimi, non sanno ne’ leggere ne’ scrivere, pero’ i soldi li capiscono, urlano dalle finestre; mio fratello dice se non li cacciamo non se ne vanno piu’ e infatti un tizio dalla finestra urla a mio fratello: edicola’ ma nun e’ cacc? (signor giornalaio, come mai non procede alla solita cacciata dei pidocchiosi?)
Si rivolgono a mio fratello perche’ la famiglia dei pidocchiosi di lui ha paura, in quanto una volta, dopo avergli chiesto gentilmente di non spidocchiare vicino all’edicola, senza litigare ma cortesemente al loro rifiuto gli ha sparato i pallini di sale
Mio fratello dice che non li puo’ cacciare perche’ purtroppo io tengo la fissazione del politicamente corretto, allora il pescivendolo ci prova lui e li insulta anche dicendo che il pesce marcio puzzava meno di loro; ormai tutti protestano, questi oggi soldi non ne fanno

Il padre dice: almeno fatem firni’ e’ balla’
O’ ball e n’arte, io so’ n’artista

martedì 1 giugno 2010

Serenata jazz, serenata metropolitana


Le due del pomeriggio sono un orario un po’ strano per fare la serenata alla tua bella ma qua nell’Urbe littoria siamo fuori dal tempo, noi teniamo un nostro orologio e si adeguassero gli altri
Il fatto e’ che, al ritorno della pausa pranzo, dolce noti di Miles Davis invadono l’open space dove lavoro (questa mania di inglesizzare tutto, open space fa fico ma stanzone senza pareti rende piu’ l’idea)
Ci affacciamo; un ragazzo suona triste triste la tromba dentro la sua auto scassata; la suona con amore e disperazione, e’ secco secco, da’ proprio l’impressione di uno che soffre tanto per amore e tiene anche i capelli un poco lunghi e l’abbigliamento trascurato..
Poi e’ musicista
Ovviamente tutte le sinistrorse che tengo nell’ufficio giu a sospirare, quant’e’ bello, com’e’ affascinante ma io dico, uno che suona in macchina alle due del pomeriggio vuol dire che non ha nemmeno un lavoro, che e’ uno spiantato eversivo che trova un’ottima idea suonare la tromba dentro una macchina scassata; non e’ affidabile, non e’ un buon padre di famiglia, che sicurezza puo’ dare ad una donna uno cosi’?
Sicuramente, poi, non vota per il nostro amato sindaco
Ma le donne di sinistra sono sentimentali
Dopo mezz’ora di quella lagna, si affaccia la sua bella (per modo di dire) e scende finalmente a salutarlo
La tipa e’ una razza di punkabestia molto comune nell’Urbe; ha i capelli color fiamma viva e una serie di gonne a strati, pure lei non fatica e non produce, sti’ due parassiti
Appena si fa viva si sente un coro femminile di: “sposalo”!! seguito a ruota da un coro maschile di ”dagliela”
La punkabestia ci guarda infastidita, ovviamente, noi gente che lavora e produce allo scopo di farsi succhiare il sangue dalle tasse per non ricevere in cambio manco uno straccio di servizio dobbiamo pure essere guardati dall’alto in basso da una coppia sinistrorsa ed eversiva che parassita sulla societa’ per bene, sul popolo littorio che ama e non invidia
La tromba suona la sua ultima nota, la punkabestia sale in macchina, scambia qualche parola con il trombettiere scarno e poi lo ammolla li

Ho visto il momento esatto in cui gli si e’ spezzato il cuore

Lui si vede che non tiene manco piu’ la forza di suonare
Mette in moto piano piano la macchina e se ne va
Trombettiere misterioso, non te la prendere.
Ne troverai un’altra a cui magari piace di piu’ farsi lo shampoo
Anzi, forse tornato a casa te lo farai tu, lo shampoo, butterai la tromba, ti cercherai un lavoro, ti metterai a calpestare cadaveri per fare carriera e la musica non la sentirai piu’ nemmeno per radio
E poi un giorno tuo figlio di cui a stento ricordi il nome trovera’ la tromba in qualche baule in soffitta e magari iniziera’ a soffiarci dentro e tu, guardando quel vecchio rottame musicale gli dirai: buttala via, giancosocometichiami

papa’ te ne compra una nuova