mercoledì 15 febbraio 2012

del perchè e del per come a Punzy piace stare nell'Urbe e nel suo quartiere in particolare

Mi piace stare qui nell'Urbe perchè, se alle dieci di sera ti viene voglia di mangiare cinese, puoi chiamare il take away e fartelo portare a casa
Cioè, intendiamoci, io schifo il cibo cinese ma, se ne avessi voglia, potrei farmelo recapitare a casa alle dieci di sera. Posso scegliere; e questo, credo, fa tutta la differenza

Mi piace stare qui perchè sotto casa ho il pizzettaro ebraico, l'alimentari trasteverino, il bar brasiliano e il casalinghi cinese e a pranzo si sente un odore di tante cucine
Mi piace che c'è tanto rumore per le strade, così non sento le stronzate che dice la gente
MI piace che ci stanno le buche, così imparo a sopravvivere meglio, scansandole
Mi piace che sto in mezzo ai palazzoni alti alti fino al cielo, così, quando poi riesco a vederlo, il cielo, lo apprezzo di più
Mi piace che qua nel quartiere non c'è un centro commerciale ma il calzolaio, la macelleria, la tintoria, la sartoria, il negozietto di casalinghi, il pasticciere, il gelataio, il forno, le bancarelle
Mi piace che prendo la metro e arrivo in quartieri lontanissimi che sembra un'altra città
Mi piace che dentro l'autobus ci stanno i barboni, perchè fuori dall'autobus fa freddo
Mi piace che ci sono i parrucchieri che fanno la messa in piega a 10 euro
Mi piace vedere le adolescenti ebree che il giorno di Shabbat scappano di nascosto per incontrarsi coi ragazzetti arabi e ci si fidanzano, alla faccia di Israele
Mi piace che ci stanno tanti extracomunitari, così quando ci sono i mondiali di calcio ogni sera c'è qualcuno che festeggia e sembra che non perda mai nessuno
Mi piace che c'è traffico carogna e infernale, così mi sfogo per strada e quando torno a casa sono adorabile
mi piace che il benzinaio cingalese parla romano
Mi piace che il tizio del negozio che vende cibo per animali è comunista e parliamo sempre male di Alemanno
Mi piace che ce ne stiamo qua tutti stretti nei nostri appartamenti divisi dai muri di carta velina, che non so che faccia abbia il mio vicino ma so cosa vede la sera in televisione e come si chiama sua figlia lagnosa e quando mangia. Cioè , non conoscere la faccia del vicino ma sapere cose intime tipo che cosa mangia, che vede in tv e che musica ascolta è un trip
MI piace che i gestori dei negozi qui intorno mi salutano e mi riconoscono ma non sanno dove abito e non possono invadere la mia privacy
Mi piace che qua nel cortile a volte tutti urliamo dalle finestre per qualcosa e per qualcuno che fa rumori molesti e io sono quella che strilla più di tutti..poi mi vesto, mi trucco, vado in ufficio e sembro una persona normale

Mi piace che qui l'orizzonte non si vede ma in realtà è ampio, ampissimo.
Quasi senza limiti

lunedì 6 febbraio 2012

E = mc2

35 mm: 10 cm=x: 2 mt
no aspè
e=mc2
spala, spala, che te inquadreno,ciao a tutti, sto a libberà Roma, spala spala, allora se cadono 35 mm di pioggia che poi se traforma in neve per l'equivalente de dù metri per tre, spala e fatica fatte vedè 'mpegnato, buongiorno a tutti, la situazione sta tornando alla normalità, nonostante la protezione civile si rifiuti di dirmi se stanotte nevica o meno; comunque sto spalando come potete tutti vedere per cui non si può certamente affermare che io me ne sto con le mani in mano e adesso scusate, io continuo a spalare, che fa molto maschio littorio e figo spala spala, asciugate er sudore, allora ricominciamo; 35 mm di pioggia entrarono in trentino tutti e 35 trotterellando, comunque anche se alcune donne che attualmente ricoprono la carica di ministro mi tacciano di inettitudine, benchè esse siano appunto donne e quindi non capisco perchè parlino ed esprimano concetti negativi nei confronti della mia virilità littoria, nonostante il palese complotto femminista alle mie spalle dicevo, spala e tergi il sudore, stai perdendo di credibilità , io questa città la sto portando alla sua normalità consueta che è quella del caos semplice, non acutizzato dalla neve che voglio dire è stata la più grossa nevicata degli ultimi 50 anni, e che cazzo de sfiga, proprio a me mè doveva capità ; a Rutelli niente, stava lui c'era sempre il sole, io sò gia due alluvioni, un terremoto e nà bufera de neve quà me la stanno a tirà, un evento eccezionale che se succede in una grande città come questa è normale che scoppia er casino che gia chabbiamo le buche e la gente se spara pè strada, l'autobus sò rotti poi me nevica pure addosso scusa, ma io mica sò superman, che come vedete io spalo ma non è che la mia buona volontà può risolvere il problema: è la protezione civile che mi deve dire se io devo fare qualcosa e me lo deve dire in una lingua comprensibile che se mi ti metti a ffà l'equazione de terzo grado ma che stamo a giocà ar piccolo matematico? eh? ma che chabbiamo tempo di fà l'indovinelli? dimme: domani nevica e sò cazzi tua , invece no, me fai i comunicati criptici e poi me dici ah ma io l'indovinello te l'ho fatto se non sapevi la soluzione potevi dircelo e noi ti mandavamo un pò di persone a spalà, se se poi se io avessi affermato che non avevo capito una minchia del comunicato tutti a dire: Alemanno ignorante ma io adesso vi chiedo: è forse una colpa non saper fare le equivalenze? tu cittadino che me stai a ridè 'nfaccia, la sai fà l'equivalenza? (tutti bboni a ridè poi voglio vedè se devi fà la moltiplicazione a mente, spala comunque che dai un senso di efficenza) io comunque voglio dichiarare che il problema principale di Roma era il buco nel bilancio e io ho fatto il miracolo e adesso non c'è più, un buco l'ho tappato; comunque domani gli autobus circoleranno e le scuole invece no; più di questo non so che altro fare (spala con vigore, 35 mm di pioggia a me, 35 mm di pioggia a te, no aspè; 35/mm,no era 35: 350=x :rovina totale, manca solo l'apocalisse; tutte a me, quanno stava Veltroni niente, nun cagavano manco i piccioni)


22.40 P.M. ultim'ora: forse in seguito a quest'ultimo post, forse in seguito alle cortesi critiche mosse con sferzante ironia sulla sua pagina Facebook, è con malcelato orgoglio che vi annuncio di essere stata bannata dalla pagina del sindaco. Nessun mio graffiante commento apparirà più sulla sua bacheca, il cui stile precipiterà ora nell'idiozia più bieca.
Oh, darling. Inizia a comporti l'epitaffio

sabato 28 gennaio 2012

Io ti maledico

Tu
Donna orribile che hai rovinato una notte di magia e chissà per quanto tempo popolerai i miei incubi;
Tu
che hai infranto la mia autostima faticosissimamente costruita con anni di psicoanalisi, meditazione zen e stupidi manuali di self help
Tu
che in un nanosecondo hai distrutto la mia intima convinzione di avere finalmente acquistato una crema antirughe che potesse sostituire il botox
Tu
donna orribile, mentre io entusiaticamente cercavo di rubare qualche foto al mio nipotino da dietro i vetri del nido, hai imboccato quel corridoio e guardandomi dritta negli occhi mi hai chiesto se ero io che avevo una figlia in sala parto.
E mentre sono rimasta lì a guardarti a bocca aperta, troppo umiliata per avere la forza di risponderti, hai finto di non sentire i rumore di vetri infranti della mia autostima andata di nuovo a farsi fottere e sei passata oltre, indispettita dal mio mutismo, camminando in mezzo ai cocci del mio ego, calpestandoli, triturandoli e ditruggendo quel poco che avrei potuto raccogliere da terra per sentirmi di nuovo un essere umano
Tu
Donna orribile sbucata dal nulla come i miei peggiori incubi sappi che:

IO TI MALEDICO
ti auguro ragadi anali
ti auguro che stare seduta sia uno strazio e che stare stesa non ti porti alcun sollievo
ti auguro carie sempiterne e apicectomie multiple
ti auguro che la prossima a cui fai uno sgarro simile sia una lottatrice di sumo irascibile con scarso senso dell'umorismo
Ti auguro operai in casa che ogni giorno ti sfasciano qualcosa e il giorno dopo te lo devono aggiustare e invece rompono altro e quindi devono tornare ancora e ancora
Ti auguro problemi burocratici
Ti auguro Equitalia alle porte
ti auguro stitichezza, che con le ragadi anali ci fa scopa

questo ed altro, io ti auguro; ma soprattutto che ti si incolli quella cazzo di boccaccia inutile..se non avessi il terrore cieco di rivivere qul momento, vorrei tornare indietro e dirtelo di persona sperando che tu reagisca, così da poterti saltare addosso e azzannarti la giugulare, lavando finalmente così, con il sangue, l'onta sempiterna

Augh

venerdì 20 gennaio 2012

Le stagioni in città*


In questa grigia periferia urbana, popolosa rumorosa e multietnica, piena di palazzoni orrendi che svettano fino al cielo e lo coprono, nascondendolo tra tetti e parabole, noi cittadini potremmo avere serie difficoltà a capire in che cavolo di stagione ci troviamo: fa 16 gradi a gennaio, se non piove pare primavera, stanno fiorendo pure i mandorli!

Fortunatamente, abbiamo una chiave interpretativa più esatta del meteo per capire in che periodo dell'anno ci troviamo; ogni bravo cittadino lo sa e osservando il suolo, invece del cielo, capisce che siamo a carnevale dall'incredibile quantità di coriandoli gettati sui marciapiedi
L'osservazione scientifica della produzione di rifiuti diventa, nell'Urbe, più orientativa della bussola: c'è il monsone e piove da giorni ma fa caldo umido e c'è una luce che pare metà aprile? tranquillo cittadino, guarda in giù: se vedi millamila volantini che pubblicizzano i saldi sei ancora a metà gennaio; segui la scia e i cumuli, se non hai visibilità causa pioggia e riuscirai ad arrivare in un negozio per fare le tue sacrosante spese promozionali
Dubbi su quando viene Pasqua? guarda i secchioni della carta: se traboccano di scatoloni enormi su cui c'è l'effige di un uovo, sbrigati ad andarlo a comprare: siamo prossimi. Se invece i sechioni sono pieni di lucidi e colorati involti, beh, mi spiace, gia passata
Le stagioni in città sono riconoscibili ormai, solo in base ai rifiuti che producono: alberi di natale rovesciati nei cassonetti con ancora qualche festone attaccato, coriandoli, mimose nei cestini della carta straccia, involti colorati di uova buttati nella plastica, volantini sul conserto del primo maggio in terra davanti alla cassette della posta, il nuovo catalogo ikea estate nell'androne del palazzo, cassette straripanti di offerte viaggi, offertone autunnali da LEROY MERLIN, zucche gettate nel cestino dell'umido e poi di nuovo aghi di pino e alberi di natale nei cassonetti
Diciamolo, l'alternanza autunno-inverno-primavera-estate era noiosa e ripetitiva. Vuoi mettere il ciclo dei rifiuti in terra? molto più variopinto, più moderno; molto friendly, se vogliamo: immediatamente comprensibile da chiunque: dalla massaia trasteverina all'egiziano che parla poco il romanesco; i rifiuti in terra sono democratici, parlano una lingua universale come la matematica, ciò che sporge dal cassonetto viene immediatamente capito e compreso.

La verità è che qui nell'URBE, gente, siamo avanti nà cifra; leggiamo la munnezza come le meridiane

Stagioni in città: nun ve temo

*omaggio a Calvino. Marcovaldo, qua manchi solo tu

martedì 17 gennaio 2012

Mare, profumo di mare


Cioè
è sceso dalla nave
Il capitano Stubing non l'avrebbe mai fatto. Sarebbe affondato con la sua loave boat.
Possibilmente portandosi dietro anche Gopher
Il capitano che affonda con la sua nave non è un semplice clichet, è una legge di natura scritta nel DNA salato di noi gente di mare, nata in una città di mare e che mai si azzarderebbe a salire su una nave al cui varo la bottiglia non si sia rotta.
E' sceso dalla nave
ma pure per la figura di merda che poi si viene a sapere, scusa

Io credevo che non fosse proprio fisicamente possibile che i capitani abbandonassero la nave, tipo che avessero i piedi inchiodati alla plancia o non so, che avessero un rapporto morboso col timone e che quindi non volessero abbandonarlo, comunque che ci fosse una similitudine tra il capitano e la cozza abbarbicata allo scoglio, che non riesci a schiodarla
invece pare che possano scappare come conigli, fottendosi una scialuppa e togliendola ai passeggeri
Ho visto cose, in questo paese, che i cittadini di nazioni civili non possono nemmeno immaginare: ho visto un magnaccia pagliaccio buffone fare fortuna e carriera politica con allegre tangenti, ho visto un bacucco reazionario diventare padre spirituale del gruppo religioso più influente del paese, ho visto un ministro inventarsi un tunnel sotto il gran sasso, ho visto l'incompetenza e l'inettitudine dei governi di fronte ad alluvioni, terremoti e straripamenti; ho visto insabbiare rapimenti, omicidi, preti pedofili
Ma dentro di me rimaneva questa convinzione, questa consapevolezza, questo sentire naturale come il respiro: il comandante affonda con la sua nave
...tra un pò mi verrete a dire che non esiste nemmeno la fatina dei dentini