Lunedi sarà on line
lo Scaricabile
http://scaricabile.blogspot.com/
giornale comodissimo: non lo dovete comprare nè sfogliare, basta un clic sul cursore e si cambia la pagina (meraviglia); non distrugge l'ambiente, non lo dovete riciclare, non dovete scendere di casa per andarlo a buttare nel secchione della carta, nessun pesce sarà mai incartato nello scaricabile.
Inoltre, lo scaricabile non crede nella sperimentazione sugli animali, a Babbo Natale, alla befana e a Berlusconi.
Ottimo anche per chi non sa leggere: ci sono un sacco di figure
La redazione dello Scaricabile è composta da persone profondamente disturbate, sociopatiche e fuori controllo; su alcuni si ha un fondato sospetto di stitichezza e problemi alla prostata.
Areate il locale prima di collegarvi
Questo è un blog che parla della città e della gente che vive, lavora, fa la fila alla posta, al supermercato, si imbuta negli autobus, nelle metro e nel traffico e che comunque, in qualche modo, sopravvive nella città
sabato 29 novembre 2008
mercoledì 26 novembre 2008
Cittadini coraggiosi-2
Eccomi fedele all’appuntamento che segnala i veri atti di coraggio dei cittadini di quest’Urbe di pazzi
Da medaglia:
Tizio con la punto rossa che durante l’ultimo temporale procedeva a fari spenti su una stradina semi urbana che e’ nei dintorni del mio ufficio;medaglia particolarmente meritata in quanto non solo non si vedeva un piffero a causa della pioggia ma era anche contromano e spedito spedito ha imboccato, sempre contromano e a fari spenti, l’ingresso delle autoambulanze dell’ospedale locale.
medaglia d’oro
Magrebino d’assalto al semaforo di un incrocio pericolosissimo con una statale dove circolano enormi camion pieni di mozzarelle provenienti dall’agro pontino; questa mattina il venditore ambulante ha deciso di reagire aggressivamente alla crisi delle vendite dei fazzolettini di carta e approfittando del rosso e’ salito sul cofano di un camion urlando all’autista: tu compra tu compra.
Verde, il camion riparte come se sul cofano ci fosse una piccola mosca, e l’ ambulante approfitta subito della sua posizione di altezza per tentare di vendere i fazzolettini a pioggia, gettandoli sulla folla di macchine ai suoi piedi, mentre lentamente il camion lo porta verso l’orizzonte, a Torvaianica, credo
Medaglia di platino e premio all’imprenditoria d’assalto
Da medaglia:
Tizio con la punto rossa che durante l’ultimo temporale procedeva a fari spenti su una stradina semi urbana che e’ nei dintorni del mio ufficio;medaglia particolarmente meritata in quanto non solo non si vedeva un piffero a causa della pioggia ma era anche contromano e spedito spedito ha imboccato, sempre contromano e a fari spenti, l’ingresso delle autoambulanze dell’ospedale locale.
medaglia d’oro
Magrebino d’assalto al semaforo di un incrocio pericolosissimo con una statale dove circolano enormi camion pieni di mozzarelle provenienti dall’agro pontino; questa mattina il venditore ambulante ha deciso di reagire aggressivamente alla crisi delle vendite dei fazzolettini di carta e approfittando del rosso e’ salito sul cofano di un camion urlando all’autista: tu compra tu compra.
Verde, il camion riparte come se sul cofano ci fosse una piccola mosca, e l’ ambulante approfitta subito della sua posizione di altezza per tentare di vendere i fazzolettini a pioggia, gettandoli sulla folla di macchine ai suoi piedi, mentre lentamente il camion lo porta verso l’orizzonte, a Torvaianica, credo
Medaglia di platino e premio all’imprenditoria d’assalto
venerdì 21 novembre 2008
Ingombratori urbani
Gli ingombratori urbani sono una figura sociale estremamente diffusa in questa metropoli, trasversale rispetto al sesso, all’età, alla razza, alla religione, al colore e persino all’odore.
Dicesi ingombratore urbano un cittadino che, utilizzando in maniera nefasta il proprio corpo, occupa indebitamente spazi urbani stragici.
Faccio subito degli esempi:
ufficio postale, un cordolo separa gli sportelli dallo spazio d’attesa. Quando il display elettronico chiama il tuo numero, aggiri il cordolo ed entri in un piccolo corridoio che porta agli sportelli. L’ingombratore, in genere, occupa quel corridoio. Parla al telefono o ci poggia la carrozzina o il carrello della spesa o sta semplicemente lì a guardare nel vuoto.
Ingombra.
La gente lo spintona, gli chiede permesso, lo scavalca, lo sputa, lo insulta ma lui non si sposta, obbedendo ad una ferrea legge più potente della gravità: la prima legge dell’ingombro urbano, ovvero
il tuo corpo è un mezzo per impedire il libero fluire dei cittadini
La prima legge dell’ingombro urbana è la prima di una serie di regole profondamente impresse nell’animo degli ingombratori e costituisce, insieme alla seconda e alla terza legge un piccolo corpus teorico che sta alla base della teoria dell’Ingombro Urbano Superiore
La teoria dell’ingombro postula: in ogni città esiste una volontà di Ingombro Superiore che si manifesta attraverso il comportamento bloccante di più membri della città stessa che tendono a perpetrare tale comportamento al fine di portare a termine la volontà dell’ingombro Superiore e di scassare la minchia a tutti gli altri cittadini.
Dunque, gli ingombratori sono una setta, come i testimoni di Geova e i notai.
Lo fanno apposta, convinti di essere invasi da una sacra missione
Capito perché non si spostano manco se li paghi?
Un tizio sale sull’autobus e si piazza davanti alla porta d’uscita ma non scende mai, a nessuna fermata. Si piazza in mezzo e la gente lo scavalca dicendo cose poco piacevoli su sua madre ma niente, lui non si sposta, prima ma anche seconda legge dell’ingombro:
Userai il tuo corpo per ingombrare ogni volta che potrai
e niente, non servono le bestemmie che gli lanci, li devi prendere a calci nel sedere, oppure per la collottola e spingerli fortissimo lontano lontano, facendoli cadere per terra e forse te ne liberi.
Ma niente paura: se un ingombratore cade in terra, sarà felice a causa della terza legge dell’ingombro:
Anche se sei a terra, il tuo corpo può ingombrare lo stesso
Vi sembra esagerato? Credete che la mia sia paranoia premestruale? Beh io preferisco pensare che abbiano una ragione superiore per rompere i coglioni, rispetto ad ingombrarmi la vita gratis…
Dicesi ingombratore urbano un cittadino che, utilizzando in maniera nefasta il proprio corpo, occupa indebitamente spazi urbani stragici.
Faccio subito degli esempi:
ufficio postale, un cordolo separa gli sportelli dallo spazio d’attesa. Quando il display elettronico chiama il tuo numero, aggiri il cordolo ed entri in un piccolo corridoio che porta agli sportelli. L’ingombratore, in genere, occupa quel corridoio. Parla al telefono o ci poggia la carrozzina o il carrello della spesa o sta semplicemente lì a guardare nel vuoto.
Ingombra.
La gente lo spintona, gli chiede permesso, lo scavalca, lo sputa, lo insulta ma lui non si sposta, obbedendo ad una ferrea legge più potente della gravità: la prima legge dell’ingombro urbano, ovvero
il tuo corpo è un mezzo per impedire il libero fluire dei cittadini
La prima legge dell’ingombro urbana è la prima di una serie di regole profondamente impresse nell’animo degli ingombratori e costituisce, insieme alla seconda e alla terza legge un piccolo corpus teorico che sta alla base della teoria dell’Ingombro Urbano Superiore
La teoria dell’ingombro postula: in ogni città esiste una volontà di Ingombro Superiore che si manifesta attraverso il comportamento bloccante di più membri della città stessa che tendono a perpetrare tale comportamento al fine di portare a termine la volontà dell’ingombro Superiore e di scassare la minchia a tutti gli altri cittadini.
Dunque, gli ingombratori sono una setta, come i testimoni di Geova e i notai.
Lo fanno apposta, convinti di essere invasi da una sacra missione
Capito perché non si spostano manco se li paghi?
Un tizio sale sull’autobus e si piazza davanti alla porta d’uscita ma non scende mai, a nessuna fermata. Si piazza in mezzo e la gente lo scavalca dicendo cose poco piacevoli su sua madre ma niente, lui non si sposta, prima ma anche seconda legge dell’ingombro:
Userai il tuo corpo per ingombrare ogni volta che potrai
e niente, non servono le bestemmie che gli lanci, li devi prendere a calci nel sedere, oppure per la collottola e spingerli fortissimo lontano lontano, facendoli cadere per terra e forse te ne liberi.
Ma niente paura: se un ingombratore cade in terra, sarà felice a causa della terza legge dell’ingombro:
Anche se sei a terra, il tuo corpo può ingombrare lo stesso
Vi sembra esagerato? Credete che la mia sia paranoia premestruale? Beh io preferisco pensare che abbiano una ragione superiore per rompere i coglioni, rispetto ad ingombrarmi la vita gratis…
mercoledì 19 novembre 2008
Metodi e tecniche di sopravvivenza urbana-rapidita’ di risposta dei cittadini
Nell’Urbe non teniamo tempo da perdere.
Noi andiamo di fretta, anche quando non abbiamo niente da fare.
A causa di questa fretta, abbiamo imparato a fare le cose in un nanosencondo e a diminuire i tempi di reazione rispetto agli innumerevoli stimoli che l’Urbe propone. In particolar modo il cittadino, anche il piu’ anziano, ha imparato a interagire velocemente con gli input tecnologici, integrandosi perfettamente in un’ottica di efficienza tanto cara alla societa’ occidentale superiore a tutte le altre. Spesso il cittadino interagisce talmente velocemente allo stimolo tecnologico che risulta in pratica collegato allo stimolo stesso.
Ecco alcuni esempi:
bestemmia collegata alla sveglia
drrrinnnn .. ma porco *****
tempo di reazione tra il suono della sveglia e il bestemmione : 0.2 secondi
scatto felino in avanti quando chiamano il tuo numero all’eliminacode
serviamo il numero centiventiquattr..
Eccomi!!
Tempo di reazione 0.00 secondi
clacson collegato al semaforo
verbeeeeeeeeep
tempo di reazione tra il verde e il colpo di clacson -0.1 secondi
perfetti
E non provate a dire che e’ lo stress
Siamo soltanto efficienti
Noi andiamo di fretta, anche quando non abbiamo niente da fare.
A causa di questa fretta, abbiamo imparato a fare le cose in un nanosencondo e a diminuire i tempi di reazione rispetto agli innumerevoli stimoli che l’Urbe propone. In particolar modo il cittadino, anche il piu’ anziano, ha imparato a interagire velocemente con gli input tecnologici, integrandosi perfettamente in un’ottica di efficienza tanto cara alla societa’ occidentale superiore a tutte le altre. Spesso il cittadino interagisce talmente velocemente allo stimolo tecnologico che risulta in pratica collegato allo stimolo stesso.
Ecco alcuni esempi:
bestemmia collegata alla sveglia
drrrinnnn .. ma porco *****
tempo di reazione tra il suono della sveglia e il bestemmione : 0.2 secondi
scatto felino in avanti quando chiamano il tuo numero all’eliminacode
serviamo il numero centiventiquattr..
Eccomi!!
Tempo di reazione 0.00 secondi
clacson collegato al semaforo
verbeeeeeeeeep
tempo di reazione tra il verde e il colpo di clacson -0.1 secondi
perfetti
E non provate a dire che e’ lo stress
Siamo soltanto efficienti
domenica 16 novembre 2008
La città letteraria
Io l'Urbe non la giro spesso da turista.
Troppo da fare, troppo di corsa, non si trova il tempo.
Inoltre, sono notoriamente dissociata e distratta per cui ho passato tutto venerdi sera a chiedermi cos'erano quei lucchetti su tutti i ponti del Tevere che incrociavo.
Ma proprio tanti..
Poi mi è stato spiegato.
Giuro che li vado a staccare tutti
Ma come, questo popolo di svogliati non legge manco il calendario di Frate Indovino ma quel libro idiota si? E poi perchè dopo averlo letto fanno tutto quello che c'è scritto sopra? Tipo zombie: chiudono il libro, aprono la porta di casa, passano in ferramenta a comprare il lucchetto, vedono un ponte e tac! ce lo attacano sopra.
Forse nel libro ci sono dei perfidissimi messaggi subliminali che permeano le menti dei nostri giovani trasformandoli in sfregiaponti. Oppure noi non lo sappiamo ma il libro lancia un concorso a premi su chi mette più lucchetti sui ponti o magari ipotizza che il lucchetto aumenti la potenza sessuale. In quest'ultimo caso ok, posso capire che uno ci provi.
Uno, magari disperato.
Centinaia di persone che attaccano lucchetti non fa ben sperare per l'attività sessuale della romanica gioventù.
Secondo me ci vengono pure da altre città col lucchetto in mano e appena trovano uno spazio libero ce lo attaccano: tiè, ponte sul fiume dell'urbe, ti ho marchiato.
Io non ci passo, sono due giorni che parlo da sola come un'invasata: L'Urbe è patria di scrittori, terra d'ispirazione di grandi menestrelli e cantori della società. Magari il vecchietto trasteverino di Elsa Morante non ha mai letto niente ma ti reciterà tutta quanta e di un fiato la "ninna nanna della guerra" di Trilussa.
Signore Iddio ti ringrazio che Moccia non ha scritto di adolescenti pazzi che dipingevano il colosseo di arancione per dimostrare che si amavano davvero sennò stavamo rovinati
Troppo da fare, troppo di corsa, non si trova il tempo.
Inoltre, sono notoriamente dissociata e distratta per cui ho passato tutto venerdi sera a chiedermi cos'erano quei lucchetti su tutti i ponti del Tevere che incrociavo.
Ma proprio tanti..
Poi mi è stato spiegato.
Giuro che li vado a staccare tutti
Ma come, questo popolo di svogliati non legge manco il calendario di Frate Indovino ma quel libro idiota si? E poi perchè dopo averlo letto fanno tutto quello che c'è scritto sopra? Tipo zombie: chiudono il libro, aprono la porta di casa, passano in ferramenta a comprare il lucchetto, vedono un ponte e tac! ce lo attacano sopra.
Forse nel libro ci sono dei perfidissimi messaggi subliminali che permeano le menti dei nostri giovani trasformandoli in sfregiaponti. Oppure noi non lo sappiamo ma il libro lancia un concorso a premi su chi mette più lucchetti sui ponti o magari ipotizza che il lucchetto aumenti la potenza sessuale. In quest'ultimo caso ok, posso capire che uno ci provi.
Uno, magari disperato.
Centinaia di persone che attaccano lucchetti non fa ben sperare per l'attività sessuale della romanica gioventù.
Secondo me ci vengono pure da altre città col lucchetto in mano e appena trovano uno spazio libero ce lo attaccano: tiè, ponte sul fiume dell'urbe, ti ho marchiato.
Io non ci passo, sono due giorni che parlo da sola come un'invasata: L'Urbe è patria di scrittori, terra d'ispirazione di grandi menestrelli e cantori della società. Magari il vecchietto trasteverino di Elsa Morante non ha mai letto niente ma ti reciterà tutta quanta e di un fiato la "ninna nanna della guerra" di Trilussa.
Signore Iddio ti ringrazio che Moccia non ha scritto di adolescenti pazzi che dipingevano il colosseo di arancione per dimostrare che si amavano davvero sennò stavamo rovinati
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