mercoledì 8 ottobre 2008

Misteri domestici misteriosissssimi

Qualcuno sa spiegarmi come mai alcune cose che non trovavo piu’ da anni nella casa vecchia sono rispuntate a casa nuova?
Come ci sono arrivate?
E dove stavano prima di arrivare a casa nuova?
Si erano forse occultate come le astronavi romulane?
Era una magia?
Esiste forse una dimensione creata da distorsioni spaziotemporali o roba del genere dove si ficcano le cose che non trovi piu’? e in tal caso, come fanno ad uscire di nuovo fuori?
O come al solito centrano i folletti?
Guardate che questo e’ un mistero veramente misterioso e sappiate che ho i testimoni di quanto affermo; il caso piu’ eclatante riguarda una busta di plastica dove conservavo, ancora nel loro imballo originale, delle tazzine da caffe’ carinissime che non si trovano in commercio e la bomboniera del matrimonio di mio fratello. Prima del trasloco questa busta io non la trovavo piu’ da nessuna parte, ho smontato pure lo sciacquone e lo scaldabagno ma giuro: non esisteva piu’ nel nostro spazio tempo. Avevo gia stilato una serie di frottole da sparare a mio fratello per il fatto che non trovavo piu’ la bomboniera (l’ho data ai poveri, l’ho custodita in una cassaforte in banca,e’ troppo preziosa per tenerla esposta,l’ha mangiata la gatta,non me l’hai mai data ecc) quando entro nel ripostiglio di casa nuova e li’, vicino alla porta, in bella mostra, ecco la busta con le tazzine e la bomboniera.

Ci ho giocato pure i numeri ma non sono usciti.
Come hanno fatto ad arrivare li’?
forse in autobus?

martedì 7 ottobre 2008

Il nuovo quartiere di Punzy

Dunque.
Adagiato sulla riva sud occidentale del biondo Tevere, tra zanzare giganti, timidi alberelli e denso smog, svettano gli alti palazzoni grigi del nuovo quartiere di Punzy dove convivono, rompendosi i maroni a vicenda, circa 200.000 anime, compresi immigrati con regolare permesso di soggiorno e altre diverse centinaia senza permesso, nascosti dai burocrati dell’Urbe. La comunita’ immigrata maggiormente presente e’ quella asiatica, seguita a ruota da quella africana, indiana e rumena . Eta’ media 50 anni ma si vede che i piu’ giovani abitano tutti da un’altra parte perche’ nel mio palazzo a qualunque ora esci vedi gente sui 105/106 anni. Tranne, ovviamente, il mio vicino di casa che ha tre bambini piccolissimi che piangono a turno fuori al pianerottolo, preferibilmente dalle 07.00 alle 08.30 del mattino. Nel quartiere teniamo pure tre campi nomadi, di cui uno attrezzato e gli altri no e non voglio manco pensare a come vivono, poveracci.
Il quartiere e’ pieno di alimentari e bottegucce stile anni ’80 e quando sono di buon umore io li trovo deliziosamente vintage, quando mi rode dico che vado a fare la spesa da quei pezzenti puzzafame sotto casa.
Insomma, quartiere popular-etnico e a me piace un sacco; l’oggetto piu' alla moda sembra essere l’anziano carrello della spesa che massaie italiane, africane e rumene si trascinano dietro con la stessa disinvoltura. Ne voglio uno subito pure io senno’ va a finire che non mi integro.
L’unica cosa che non mi piace del quartiere e che vorrei cambiare anche subito se e’ possibile e’ il portiere, che ormai penso l’avete capito che e’ un gran scassapalle la cui unica missione sembra essere quella di starmi con il fiato sul collo e cogliermi in fallo mentre trasgredisco il Sacro Regolamento Condominiale, che credo per lui e’ come la bibbia o il corano o simili. Lo vedo che mi punta da dietro la guardiola appena esco dall’ascensore; manco buongiorno mi dice e mi segue con lo sguardo indagatore per vedere se arreco danno al palazzo..e’ evidente che la mia persona toglie decoro a tutto il condominio..mi aspetto di sentirgli dire da un momento all’altro, con marcato accento inglese e il sopracciglio alzato :” Non e’ possibile utilizzare l’ascensore per portare su i mobili, madame”.
L’ultima questa mattina; avevo parcheggiato il motorino davanti all’ingresso del portone, in mezzo a tutti gli altri motorini dei miei vicini e condomini ma lui e’ venuto da me, mentre mi mettevo il casco a dirmi che non potevo accendere il motorello sul marciapiede, altrimenti il gas di scarico finiva nel palazzo; ovviamente mentre tutti intorno a me accendevano e sgasavano nel palazzo, nel cortile e in faccia al portiere che pero’ sembrava stesse respirando rose invece di putridume perche’ non batteva ciglio. Per cui lo porto a mano (e con fatica perche’ pesa e io sono imbranata) giu dal marciapiede e ogni tanto mi giro indietro per vedere se il sopracciglio di Jeeves il maggiordomo si rilassa e accendo e sgaso solo quando vedo che la sua espressione di uomo che sta vedendo una cosa disgustosa si attenua e si gira per rientrare nella guardiola.
Il messaggio io credo sia chiaro: tu sei nuova e non mi piaci. Per cui, per te non valgono le regole che invece riservo ai preziosi condomini reali e ai loro rampolli che abitano questi appartamenti da sempre. Stai in campana. Bada che ti guardo.
Andra’ a finire che un giorno che mi rode lo insultero’ chiamandolo servo del potere e tutore dell’ordine costituito e questo dara’ via ad una guerra senza confini in cui io sono destinata a soccombere perche’ non ho il tempo e la voglia di combattere a vita con lui
Inoltre mi chiedevo: se non gli do’ la mancia a natale mi mette lo zucchero nel motore, giusto?

lunedì 6 ottobre 2008

Piu’ veloce della luce

Dunque, lascio casa vecchia, la vecchia vita, le vecchie mura. Ovviamente, stacco ( o almeno ci provo) luce e gas. A meta’ settembre cerco di capire come fare e mi sento rassicurata perche’ l’Acea, l’azienda che illumina l’Urbe, ha un sito stratosferico dove puoi fare tutto on line, con il culo comodamente appiccicato alla sedia. Dunque compilo il form con i miei dati, il mio codice cliente,la mia richiesta di distacco e premo fiduciosa invio, dando origine cosi’ all’inizio di un delirio che ancora deve vedere la fine. Dunque, il serivio on line dell’Acea funziona cosi’: tu fai la tua richiesta on line e qualche giorno dopo ricevi un’e-mail che dice che quello che volevi fare on line non lo puoi fare ma devi chiamare il numero a pagamento (aaaaargh) per prendere un appuntamento con il tecnico che viene a sigillare il contatore (inutile chiedersi a cosa serve, allora, avere il contatore elettronico). Il numero a pagamento funziona come tutti i servizi clienti: mezz’ora di attesa con una musichetta snervante e un operatore scoglionato che dice che la tua richiesta e’ stata inoltrata e ti manderanno un’email per dirti quando passa il tecnico. Il testo dell’e mail diceva cosi’: “ gentile cliente le comunichiamo che l’appuntamento con il nostro tecnico e’ fissato per il giorno 2 ottobre dalle 10.30 alle 10.30”. Io in effetti lo dovevo capire che l’orario scritto sulla mail e’ sbagliato ma ottimista come sono, ho voluto interpretarlo come:”il nostro tecnico sara’ da lei alle 10.30 spaccate”… quindi il giorno fissato vado a casa vecchia e mi predispongo ad un’attesa indefinita.
Senza ne’ acqua ne’ viveri.


Ore 11.00- mi spazientisco un po’
Ore 11.30- rileggo il testo della mail e inizio a capire che l’orario di fine attesa era CERTAMENTE SBAGLIATO
Ore 12 -Dov’e’, dov’e’ questo dannato tecnico???
Ore 12.30 -sto ancora attendendo il tecnico rosicchiando i muri dalla fame che voi ormai lo sapete che io non sono signorina da yogurt magro e allora mi decido e chiamo un’altra volta il numero a pagamento e il solito tizio sbadigliante mi dice che devo attendere le 13.30, orario massimo di arrivo del tecnico. Bestemmio i primi tre santi che mi vengono in mente, cosi’, tanto per sfogarmi e conto i minuti e devo andare in bagno ma l’acqua, invece, si che e’ gia staccata e non e’ il caso proprio che io mi avvicino alla tazza.
Ore13.42- Il tecnico e’ stato dato ufficialmente per disperso; forse lo cercano anche i suoi familiari e amici piu’ cari. Richiamo il numero a pagamento con la bava alla bocca (sia dalla rabbia che dalla fame e dalla sete) e qui iniziano veramente le comiche: l’operatore scoglionato che adesso tiene la voce un poco tremolante perche’ io ululo mi dice tutto spiacente che non sa cosa fare perche’ non e’ previsto che il tecnico non passi a sigillare il contatore per cui non mi puo’ dare un altro appuntamento e proprio non sa cosa si fa in questi casi..ha ha ha ha ha ha ma io voglio sapere perche’ sempre a me queste cose paludose senza fine ne’capo ne’ coda ma signore iddio questa e’ una punizione per la mia vita precedente in cui facevo forse la parassita sociale?
Non lo so.
Sempre ululando dico all’operatore che io in quell’appartamento non ci abito piu’ e per qualche mese non ci abitera’ piu’ anima creata per cui adesso facciamo una bella cosa: non pago l’ultima fattura cosi’ il contatore viene staccato per morosita’ e scommettiamo che allora il tecnico viene eccome a sigillare il contatore ma non trovera’ nessuno e suonera’ e suonera’ il citofono e poi per disperazione sigillera’ la cassetta della posta eh?cosi’ va bene? Ma stavo di nuovo parlando con la voce automatica…cosi’ imparo a urlare.
Il giorno dopo attendo il tecnico del gas, che viene sempre a sigillare il contatore. Stavolta scendo attrezzata con uno zaino pieno di panini, bottiglie d’acqua e settimana enigmistica per passare il tempo: il tecnico dovrebbe arrivare dalle 10.00 alle 12.00 per cui quasi quasi mi porto pure il pigiama
Ore 10.15, tutto finito; il tecnico e’ arrivato, ha sigillato e se n’e’ andato.
Vado via, chiudo la porta e mi riporto indietro le vettovaglie.
Stavolta davvero non torno piu’

Misteri urbani

Ma qualcuno lo sa perchè ci sono automobilisti che si piazzano in mezzo alla strada a venti all'ora e tutti quanti li sorpassano da destra e da sinistra e gli tirano i mortacci ma quelli non se ne fregano proprio niente e rimangono impalati in mezzo? ma che mistero urbano è questo?? Ma cosa credono di essere degli spartitraffico viventi? forse da grandi volevano diventare un segnale di stop, non ce l'hanno fatta e allora hanno ripiegato sullo spartitraffico mobile? oppure a bordo hanno una bomba che esplode se non rimangono per tutto il tragitto con due ruote a destra e due a sinistra della linea di mezzeria? o anche un alveare di api assassine nel motore che si apre e vomita gli insetti nell'abitacolo se superano i venti km orari? Forse i conducenti sono in animazione sospesa e la macchina è in realtà una camera iperbarica?
Ma forse a questa domanda non c'è riposta, forse questo mistero urbano è impenetrabile e a noi poveri che gli capitiamo dietro non rimane altro che bestemmiare...

domenica 5 ottobre 2008

Punzy, the return

Arieccome!!! è stata dura ma ce l'ho fatta e adesso posto dal mio bellissimo studio nella mia bellissima casa nuova (e si, mi sto sparando le pose). Non vi annoierò con i dettagli del mio trasloco, irritanti e stressanti; vi dico solo che il nome di nostro signore è stato fatto più volte e anche i mortacci del portiere sono stati scomodati in diverse sedi, in particolar modo mentre arrancavamo per otto piani con la lavatrice. Il karma è stato invocato e sono qui seduta ad aspettare di veder passare il suo cadavere mentre la sua anima si reincarna nel corpo di un facchino.
Amen