E’ primavera nell’Urbe quando
- I coatti iniziano ad andare in giro con i finestrini della macchina tutti abbassati, deliziando il mondo con i loro efferati gusti musicali per cui mentre stai ferma al semaforo senti una specie di tunz tunz metallico ed un rumore di ferraglia e pensi, cazzo, mi si sta scassando il motorino e invece no: e’ il coatto che si fa la pera di schifezza sonora mattutina
- Finalmente si riesce a vedere cosa si adagia sul fondo delle buche profondissime che si sono aperte nell’asfalto dell’Urbe durante il monsone
- Fioriscono i peschi ed i mandorli e l’Urbe diventa tutta rosa e bianca sullo sfondo grigio del cemento e io penso che e’ veramente bella
- La domenica, anche se non devi fare un’emerita ceppa ti alzi comunque presto, perche’ e’ peccato e’ una bella giornata; la conseguenza nefasta di tutto cio’ e’ che l’unica cosa positiva delle mie domeniche lavorative, cioe’ che non dovevo bestemmiare nel traffico prima di andare al lavoro, si annulla
- ci si gode il tramonto tenendo le finestre aperte, lasciando entrare il molle vento urbano che dolcemente ti smuove le tende e ti porta gli effluvi della cena dei tuoi vicini a cui devo ricordarmi di chiedere perche’ mangiano sempre cavolo lesso e pesce marcio
- I cittadini riscoprono le gambe e smettono di farsi con la macchina i venti metri che li separano dal supermercato
- gli studenti iniziano a fare sega a scuola e riempiono tutti gli spazi urbani concepibili, dagli autobus alle strisce pedonali, rendendo impossibile persino attraversare. Con l’occasione vorrei chiedere al sindaco se per piacere costruiamo un recinto dove mettere questi giovani che non gli va di entrare a scuola, perche’ il fatto che sciamino nell’urbe muniti di zaini pesantissimi che alla prima occasione ti cadono sul piede secondo me non e’ tanto giusto; gli facciamo una bella recinzione con la palizzata di legno dove loro possono incidere cuori e scrivere parolacce e anche insultare i professori in liberta’; gli sistemiamo qualche panchina, un paio di alberelli e perlomeno sappiamo sempre dove sono i nostri figli quando gli gira il picchio di non entrare in classe (perche’ diciamocelo su, andare a scuola con questa primavera e questo sole e questo profumo di mandorli in fiore non si puo’ proprio fare, e’ palese che il disegno di Dio per la primavera fosse quello di incitare le giovani anime a stendersi sui prati a pomiciare)
Dunque, io amo la primavera, e’ la mia stagione preferita perche’ non devo vestirmi come l’omino Michelin per andare in motorino, non sono allergica a niente, il calore e la luce del sole sono al punto giusto e io mi sveglio che sono quasi di buon umore. Stamattina sul motorino cantavo a squarciagola tutta stonata ma chissenefrega, poi mi sono accorta che stavo cantando avrai di Claudio Baglioni e che la sapevo pure tutta quanta..e’ incredibile, dove l’avro’ imparata?