mercoledì 8 aprile 2009

Ballando sotto le stelle

Insomma gente, qui nell'urbe ancora si balla.

Uno spasso che non vi dico.

Immagino cosa debba essere in abruzzo.


Ma torniamo a noi, perchè in questo momento triste voglio raccontarvi un ricordo divertente della mia prima fanciullezza, funestata dal bradissmo di Pozzuoli.

Il bradisismo è un fenomeno di assestamento tellurico che infesta le zone sismiche come napoli, ad esempio, che sorge ai piedi di un vulcano attivo e si estende su una pianura ricca di crateri e altri vulcani, i campi flegrei (ma cosa avevano in mente i greci quando hanno fondato una città dentro un vulcano? boh). Fatto sta che, dopo il terremoto dell'Irpinia, case crollate, notti in macchina, terrore agghiacciante ecc, il bradisismo fu una ciliegina sulla torta del follia di mia madre, che appena sentiva una scossa urlava a pazza; in quel periodo, mi ricordo, se ne andava in giro con la bava alla bocca e parlando in sanscrito; quando si ballava, poi, iniziava anche a ruotare la testa sul collo di 360 gradi.
Con gli altri bambini facevamo la gara a chi teneva la madre che sclerava di più durante il terremoto e difficilmente perdevamo, tranne quando con noi gareggiava Ciccio, la cui madre ormai dormiva in macchina dal 1980 e non era mai più salita se non per lavarsi velocissimamente.

Il bradisismo, dunque.

Le autorità ci aiutarono: fu approntata una cartina, recapitata per posta a tutti gli abitanti dei campi fegrei, dove si spiegava quali erano le zone a rischio e che cosa dovevi fare in caso di terremoto. La cartina era così composta: una zona rossa (che erano quelli che morivano di subito), una zona gialla, dove eravamo noi (che era quella che forse ti salvavi o morivi per secondo) e una zona verde, dove la scossa l'avresti sentita ma non saresti morto. Per l'iniqua distibuzione della fortuna, la zona verde coincideva con i quartieri ricchi della città e che cazzo, sei ricco e manco crepi. A scuola confrontavamo le cartine e creavamo schieramenti: quelli della zona gialla schifavano quelli della zona rossa perchè sfigati che morivano subito e se tenevi un parente nela zona rossa lo rinnegavi e un pò te ne vergognavi. Inoltre, quelli della zona verde schifavano queli delle zone rosse e gialle ma io credo che questo schifo fosse antecedente alla cartina. Tuttavia, se andavi alla villa comunale e trovavi un gruppo di bambini della zona verde e si organizzava una sassaiola e loro perdevano, tu avevi diritto a schifarli, in quanto sfigati e perdenti comunque. Mio fratello era bravissimo nelle sassaiole: saliva come una scimmia sulle palme, staccava grappoli di ghiande e colpiva tipo raffiche di mitra. Grazie a lui, la banda dela zona gialla si era fatta rispettare.

Poi c'era il piano di evaquazione che consisteva in questo: arriva la scossa e tu ti ripari sotto un tavolo oppure accanto al muro portante; poi finisce, esci di casa e vai ad un punto di raccolta dove ci sono dei pullman che ti prelevano e ti portano a fare un giro turistico della città distrutta. Solo che il napoletano è anarchico, tu non gli puoi dire cosa fare e aspettarti che obbedisca perfettamente. Durante l'esercitazione, chi arrivava con la radio attaccata all'orecchio perchè stava giocando il napoli, chi era arrivato per primo e si era messo al bar a bere il caffè aspettando gli altri; chi prima di andare al punto di raccolta si era lavato e truccato perchè sennò che figura di merda; insomma le esercitazioni duravano un'intera giornata con il capo dei pompieri che ci cazziava: ma se era venuto ò terramoto overamente ma che perdevi tempo a fare la doccia alle creature? e mia madre: e se poi dobbiamo andare in ospedale e vedono che tengono le mutande sporche io che figura ci faccio?


Mai capito come si fa a tenersi le mutande pulite durante il terremoto.


Ma la vera pacchia era a scuola.

Non ricordo nulla dei programmi di quegli anni scolastici; ero alle medie e non facevamo altro che: prova! sotto il tavolo!! adesso alzatevi, ordinati in fila per due, andate alla palestra all'aperto e aspettate che vi vengono a prendere i genitori. Per far vedere quanto eravamo bravi, a volte l'esercitazione si faceva di domenica, i genitori da fuori ai cancelli controllavano quanto tempo ci mettevamo ad evaquare. Alcune mamme entravano perfette nella parte e appena vedevano il figlio urlavano: Ciro!! Antonio!! hai tenuto paura? hai sentito la scossa???

La mia scuola, poi, era una meraviglia, il vanto della zona gialla: era un prefabbricato antisisimico.

Tra l'altro, completamente fatta di amianto.

Un gioiellino


E poi venne. Voglio dire, ogni giorno un paio di scosse piccole, ok, ci potevi anche convivere e ormai erano tre anni che si ballava mattina mezzogiorno e sera ma poi, ovviamente, venne quella grossa, quella che tutti stavamo aspettando.Ero a scuola, ora di educazione tecnica
La terra trema.
Il prof guarda in alto e decide che questa è quella grossa: guagliò, ò terremoto, tutti sotto i banchetti, forza. Su Ciccio, pure tu, bravi guaglioni, ci siete tutti? bene mò mi accuccio pure io sotto alla cattedra, eh? state calmi, mò passa, state buon..e mentre ci rassicura un calcinaccio cade sulla cattedra, siamo a cielo aperto..e allora, dal mio posto sotto al banco sento il prof che urla: ANTISISMICO RO' CAZZ, FUJIMMENCENNE GUAGLIO'(POFFARBACCO, QUEST'EDIFICIO NON E' PER NULLA ANTISISMICO, RAGAZZI FUGGIAMO!!)
E cosi fuggiamo, in fila disordinta per cinque e non ce ne andiamo in palestra ma fuggiamo così, a cazzo, e anche in strada fuggono tutti a cazzo ed è un gran via vai, ce ne fosse stato uno che è andato al punto di raccolta.
Io, personalmente, me ne sono tornata a casa.
Ci siamo comportati come principianti, dilettanti della scossa, abbiamo fatto fallire il piano studiato dalla protezione civile. Dopo quella scossa, altre ne seguirono ma le cartine andarono in disuso e poi i pullman al punto di raccolta fuorono portati via. Come dire, la teoria la sapevamo ma siamo saliti sul palco e ci siamo scordati la parte.
Del resto, la forza dei napoletani è sempre stata l'improvvisazione.
Ieri sera, volevo consolare mia madre che da tre giorni stà ficcata sotto il letto e non vuole vedere nè capire niente. Le dico ma dai mamma, stai su, ti ricordi quando c'era il bradismo a napoli? che risate

Ho riattacato il telefono mentre ancora bestemmiava in sanscrito.

Soltanto ieri mi sono resa conto che per tre anni gli adulti avevano vissuto in una specie di incubo mente per noi bambini era stata la più grande e divertente avventura mai vissuta.
Questione di punti di vista, suppongo.

14 commenti:

il saggio ha detto...

Come ogni cosa di successo anche lo schiacciapunzy ha il suo sequel.

ladyoscar ha detto...

Punzyyyyyyy le uniche risate di questi giorni me le fai fare tu!
"mai capito come si fa a tenere le mutande pulite durante il terremoto"
Sei davvero unica!
Ma sei sicura che non ci sia nessuno disposto a pubblicare il mondo di punzy??

Minu ha detto...

grazie punzy!
oggi hai battuto anche silvio di giorgio ;-)
organizza una colletta per la pubblicazione dei tuoi post, io sono disposta a metterci il mio euro, anche due.. crepi l'avarizia

Mingussamba ha detto...

Nel periodo del bradisismo frequentavo l'università a fuorigrotta e dai piani alti si "ballava". Dopo poco ci eravamo abituati.
Mi hai fatto venire in mente le esercitazioni antincendio negli Stati Uniti dove ho lavorato per un pò. Ero l'unico che non si presentava al punto di raccolta o arrivava in ritardo dopo essere passato a prender eun caffè.
Certi comportamenti anarchici fanno parte del nostro DNA di napoletani.
Un caro saluto

il monticiano ha detto...

Finalmente ho ottenuto la prova definitiva che sei napoletana, per di più una prova fornita da te stessa con questo post,il che è tutto dire.
Io stravedo per Napoli (non per il...), i napoletani e, naturalmente, le napoletane.
Senza parlare poi del dialetto. Come più volte ho detto è musica per le mie orecchie. W Punzy!

ghebba ha detto...

sei la meglio

Peppe ha detto...

Ti faccio gli auguri di buona Pasqua, da estendere in famiglia, ciao!

Pietro ha detto...

eheh il professore si è cagato sotto pure lui..., alla faccia dell'antisismico.

Punzy ha detto...

Un benvenuto a Mingussamba, che ha ballato con me negli anni '80

minu, per me battere silvio di giorgio è un onore (nonchè un piacere)

luly ha detto...

Cara Punzy, mi ha divertito tanto leggere il tuo post. Mi sono ritrovata perfettamente nei tuoi racconti, nelle paradossali avventure vissute durante le prove di evacuazione a scuola. Sono napoletana anch'io, napoletana D.O.C. :)
Continuerò a leggerti, intanto ti aggiungo al gruppo dei miei amici bloggers:)

Le Favà ha detto...

Scusami se non sono passato prima da te.
Grazie per la risata.

ciao Punzybella^^

bradipa ribelle ha detto...

come si fanno a tenere le mutande pulite durante il terremoto anche io non l'ho mai capito...

La Mente Persa ha detto...

Sei riuscita a farmi sorridere oggi! :)
gio

Punzy ha detto...

Cara luly, di te mi parla molto bene il buon gap, grazie per la preferenza accordatami :)ahem, eri prof di educazione tecnica? :)

per tutti: lo scopo di questo post era proprio quello di sdrammatizzare un pò gli animi; ne abbiamo bisogno tutti