giovedì 17 luglio 2008

Urbe, amore e fantasia

Allora, da quando abito in questa casa (e cioè da circa otto anni) mi sono resa conto che tra le mie dirimpettaie del primo e del terzo piano è in corso una terribile e sanguinosa faida con tanto di dispetti, ripicche, vendette,ritorsioni e vittime: i vicini, costretti ad assistere impotenti ed inermi a questi strepiti da pazze. Per motivi ignoti, che si perdono nella notte dei tempi, le due si detestano a morte e la loro personale guerra di vicinato fa impallidire il conflitto israelo-palestinese, soprattutto perché l’odio che le nutre è puro e sincero, non strumentalizzato, non manipolato, non religioso.
Se una delle due si fa la bomba atomica, siamo fottuti.
La guerra delle vicine va avanti tutto l’anno ma d’estate, con gli animi calienti, raggiunge i massimi livelli.
In genere, l’Intifada estiva inizia così: la tipa del terzo piano,verso le 06.30 massimo 06.40 del mattino, stende dei panni gocciolanti e freschi di bucato su quelli quasi asciutti della tizia del primo, che invece stende la sera. Il gocciolio infame sveglia la vicina, le disturba il sonno come un pisello sotto sette materassi, si alza, le persiane si sollevano e inizia il coro: brutta stronza, a fijia de nà mignotta,ma li mortacci tua, viè qua che te gonfio, sali un po’ che te sfonno e così via, fino a quando i vicini si alzano e le invitano cordialmente a sfracellarsi sul cemento. Le due si placano, ricominciano verso le nove e poi vanno avanti fino a mezzanotte, arrissandosi pure per strada, al mercato, dal pizzicagnolo, dal prete ed infine ancora dal balcone.
I negoziati di pace sono falliti tanto tempo fa, nessuna mediazione è possibile.
Il quartiere le ha abbandonate a se stesse, sperando che si terminassero da sole.
E poi, all’improvviso, il miracolo.
Sotto forma di feccia di C
upido.
Lui, giovane rampollo del primo piano, fresco fresco di galera per furto aggravato; lei, ancor più giovane signorina del terzo, momentaneamente a casa di mammà per lavori di ristrutturazione in corso presso la comunità di recupero per tossicodipendenti dove da circa un anno dimora, per eliminare i fastidiosi effetti della coca. Uno sguardo furtivo, un incontro ed in pochi giorni il gioco è fatto e pure un bebè, con conseguente necessario matrimonio riparatore.
Improrogabili impegni di lavoro mi hanno impedito di assistere all’evento. Tuttavia la mia parrucchiera, efficientissimo centro di smistamento pettegolezzi di quartiere, mi ha narrato di terrificanti risse sul sagrato della chiesa, interrotte soltanto dalla doverosa commozione allo scambio degli anelli e proseguite poi al ristorante, da zì Teresa a Grottaferrata, fino al dolce.
Ora attendo gli eventi.
Dove andranno ad abitare gli sposi,disoccupati e puzzafame?
Con chi si schiereranno?
Quando finiranno sulle pagine della cronaca nera?
Aspettando ansiosamente le telecamere della vita in diretta, vi saluto cordialmente;
vostra Punzy

8 commenti:

articolo21 ha detto...

W Punzy Cucuzza

Iaia Nie ha detto...

oh, è incredibile. proprio ieri due vicine nel mio palazzo si sono prese a bestemmioni e parolacce per lo stesso motivo...poi è intervenuto il marito di una delle due, minacciando l'altra di scendere da lei e "gonfialla de botte". l'epilogo mi è ignoto.
fortunatamente.

il Russo ha detto...

Ma stà storia é meglio di Romeo e Giulietta, qua c'é pure il lieto fine: o no?

bradipa ribelle ha detto...

bellissime le liti tra vicini, molto avvincenti...

il saggio ha detto...

Ora ho capito a cosa servirebbero le truppe ritirate dal fronte e riversate sulle strade. grazie Punzy

Alessandro Arcuri ha detto...

Spettacolo! Una sola precisazione... nonostante mia nonna fosse dde Roma non ricordo di aver mai sentito il termine "puzzafame".
Che vvor di'?

Thanks! ;-)

Punzy ha detto...

Eccomi carissimi; do' il benvenuto e rispondo ad |Alessandro: il termine "puzzafame" non esiste in Italiano; e'la Traduzione in italiano dal napoletano (mia lingua madre) puzzato 'e famm (letteralemnte: puzza dalla fame). Un neologiamo contratto, io adoro creare neologismi, tipo: arrissarsi (fare una rissa)

Alessandro Arcuri ha detto...

Uah uah! Capito! ^___^