giovedì 3 settembre 2009

I sette segni del rientro Urbano












  1. I cassonetti della munnezza straripano: le vacanze annullano la coscienza ecologica e dissolvono ogni possibilità di differenziazione, per cui si buttano le sedie a sdraio rotte e gli ombrelloni strappati dentro i secchioni dell'umido

  2. Inizia il concerto dei clacson di autunno, particolarmente vibrante perchè ci eravamo dimenticati che quando stiamo tutti qua in città siamo troppi e ci diamo fastidio

  3. Scompare qualsivoglia possibilità di parcheggio entro trecento metri dal tuo portone

  4. Ci sono file lunghissime chilometriche ovunque: banca, posta,tabaccaio, ASL, veterinario, circoscrizione, tutti quanti quando torniamo dalle vacanze dobbiamo subito fare cose che non abbiamo fatto prima perchè il cittadino non fa mai oggi quello che può rimandare a domani rompendo le palle a tutto l'universo circostante

  5. le cassette della posta traboccano: immagini di padre pio che dicono vieni a trovarmi tengo pure la cappella dorata nuova e poi bollette non pagate, depliant pubblicitari dei supermercati con offertone imperdibili per creme solari scadute e qualsiasi cosa sia venuta in mente a postini e volantinisti di infizzare nel sottile pertugio violentato della tua buca delle lettere e tutta questa roba finisce a terra tappetando la città di pubblicità cartacea in eccesso almeno fino ad ottobre

  6. La città è invasa da lavori in corso ovunque, cantieri e ruspe in ogni dove; mi chiedo sempre quale genio dell'urbanistica ritenga più opportuno fare lavori pubblici a settembre e mai per esempio ad agosto. No sul serio, secondo voi lo fanno apposta?

  7. IKEA e Leroy Merlin sono presi d'assalto come se fossero gli ultimi forni nell'universo a produrre pagnotte : per motivazioni che assolutamente mi sono oscure, settembre è il mese del bricolage e del fai da te. Non giugno, non aprile, non dicembre ma settembre: tornati dalle vacanze i cittadini stabiliscono che devono fare qualcosa che li distragga dal logorio del solito tran tran e fratturarsi pollici inchiodando assi di legno sembra essere la distrazione perfetta. Ovviamente questa smania aumenta la quantità di munnezza non differenziata prodotta: entro fine novembre i cittadini si libereranno di ciò che hanno comprato e non sono riusciti a montare, sempre nel cassonetto sbagliato, of course


17 commenti:

Favoloso ha detto...

Un immagine pittoresca e pressocché realistica della città e qui non mi riferisco solo all'Urbe, ma alla città in generale, perché (perdonami il luogo comune) tutto il mondo è paese!

mich ha detto...

Sette!
Io sono al punto Sette!
Oggi Billy sarà mia! Ho già la brugola fremente

Alessandro Arcuri ha detto...

...e pensa a quando i pargoli di tutte le famiglie dell'Urbe dovranno tornare a scuola (ovviamente a bordo di SUV a sedici ruote motrici!)

La Mente Persa ha detto...

Ha ragione Alessandro, il peggio sara' dato dal ritorno dei pargoli a scuola. Se la Gelmini non gli chiude la porta in faccia causa virus!

the muffin woman pat ha detto...

merda.
mi sono ritrovata al punto sette.
ho rubato due scheletri di sdraio dalla spiaggia per farmi le sdraio da mettere sul balcone con il telo nuovo comprato all'ikea.
merda merda.
:))

giardigno65 ha detto...

vero, un incubo ...

flagello ha detto...

non abitando in un paese non puoi sapere DELLA FESTA DI FINE ESTATE tragico evento che però gli indigeni considerano sacro ed imprescindibile e quindi via con canti balli bancarelle e grigliate di salcicce in mezzo alla strada da vendere a chiunque passe nel raggio di 5 metri dalla griglia. Dimenticandosi di tutte le norme igienico sanitarie esistenti energumeni sudati e sporchi cuociono di tutto sulla propria griglia e contestualmente incassano il denaro degli avventori e si puliscono le mani su di un grembile variopinto dalle salse e dai contorni dei panini.
comunque a fest e bell e li a vede

il monticiano ha detto...

Allora ricapitoliamo perché occorre aggiornare l'elenco.
Dopo le sette stelle dell'Orsa, le sette meraviglie del mondo, i sette nani di biancaneve, i sette colli di Roma e tanti altri sette, devo aggiungere "i sette segni del rientro Urbano",
Io sono un tipo pignolo e lo faccio subito.

Punzy ha detto...

he he he aldo, pr l'Urbe sette è un numero magico :)

Flaggello, la festa di paese sembra comunque avere un buon sapore...

Vale ha detto...

oh come son felice di aver lasciato l'urbe dopo questo post :))))

eppifemili ha detto...

aggiungerei che il 90% delle donne se ne va in giro con un colorino marroncino sbiadito che si attenua con il ricordo delle vacanze ormai finite...
sigh!

Punzy ha detto...

eppifemili: vero!!!!

Pino Amoruso ha detto...

Quanta verità... che amarezza!!!

il Russo ha detto...

Bentornata alla solita ordinaria follia della società del 21° secolo, nell'urbe come in tutt'Italia...

Pape Satan Aleppe ha detto...

Si siamo troppi: troppo nervosi e spesso troppo stronzi.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

La mancanza di rispetto è avvilente. E più la vita che si fa è frustrante, e più la stronzaggine aumenta.

Un romano doc ha detto...

Ecco appunto, perchè non ve ne andate così liberate un pò il passaggio e anche le puzze che fate?