lunedì 20 luglio 2009

Il sabato del villaggio globale

Ragazzi, una svoltona nell'Urbe: il sabato sera si puo’ circolare, parcheggiare, camminare e ancora parcheggiare: il traffico del sabato e’ sparito.
Pensavo che dipendesse dalle ferie; voglio dire i cittadini vanno fuori in vacanza al mare oppure nelle seconde case, insomma sloggiano e mi lasciano la citta’ tutta per me.
In realta’, pero’, la vita c’e’ ancora il sabato sera, e’ solo che non la vedi piu’ perche’ si svolge in una dimensione parallela e virtuale, cioe’ su internet.
Sabato pomeriggio, mentre girellavo per l’urbe, una conversazione ha attirato la mia attenzione e, come di consueto, mi sono messa ad origliare; il gruppetto e’ composto da ragazzini intorno ai sedici anni, giovani virgulti venuti su come ortiche e cicoria, senza la benche’ minima attenzione da parte del mondo esterno. Uno dei due raccontava all’altro le meraviglie del mondo virtuale: allora ce stavamo io, er Braciola, er Saccoccia e er fratello dello Svanga; semo stati fino alle tre de notte a guarda’ sta Samantha che pero’ cha coglionato perché’ a’ fine i vestiti nun se l’e’ tolti ma stasera dice che c’e’ pure l’amica sua Simona che ‘nvece se li toglie..daje vie’ pure te, i miei escono cho casa libera

Sono vecchia e nostalgica, ricordo quando a sedici anni si aspettava che mamma e papa’ uscissero per pomiciare comodi comodi a casa.
Da vicino, intendo
Ma questa e’ La Nuova Era, i rapporti sociali si svolgono su canali altri e diversi, che hanno il piacevole effetto di restituire la citta’ ai suoi anziani abitanti che gli piace di uscire e di vedersi da vicino.
E poi con internet sai sempre dove sono i tuoi figli: appiccicati alla webcam a sbirciare giovani zoccole.

Perlomeno, e’ sesso sicuro

16 commenti:

Bastian Cuntrari ha detto...

Che carini!!! Certamente hanno preso da papy!

Alessandro Arcuri ha detto...

Mmmm... però poi a questi scatta così forte il desiderio di apparire su internet che presto o tardi devastano scuole per potersi filmare e caricare i video su youtube...

Pino Amoruso ha detto...

TRistezza dico io. Molto meglio qualche anno fa!!!

luly ha detto...

E pensare che a sedici anni la cosa più bella e desiderabile da fare era proprio uscire di casa, stare seduti in un parco, su una panchina a chicchierare con gli amici, andare a ballare, darsi appuntamento con la/il fidenzatina/o. Ora c'è internet, fonte inesauribile di interessanti notizie, ma anche elemento distruttivo per tanti giovani che vedono la rete come il lugoo giusto per "conoscere,incontrare, toccare, fare l'amore". Che tristezza! E' così bello guardarsi negli occhi.......
Punzy, mannaggia! Ti mando un bacio e speriamo che i nostri figli possano incontrarsi in quest'Urbe affollata:)
A presto!

Prefe ha detto...

e domenica mattina grosse occhiaie per tutti

Bruno ha detto...

e poi dicono che "si diventa cechi" ....

Punzy ha detto...

Infatti diman tristezza e occhiaie recaron le ore

mi hanno messo addosso una tristezza infinita

pero' e' sesso sicuro

flaggello ha detto...

questi ragazzi sicuramente fanno parte anche loro della tribù degli i-podisti coloro che camminano sempre perennemente e costantemente con l'auricolare nelle orecchie e che quindi possono interagire con l'esterno solo tramite sms. Questa tribù è riconoscibile dal movimento ondulatorio costante della testa, dallo sguardo perso nel vuoto e dal volume altissimo al quale, quando costretti, si esprimono non potendo, giustamente, togliere le stracazzo di cuffie neanche per fare una ricarica al cellulare o per chiedere un informazione. Sarò all'antica ma come era bello giocare a pallone per strada e fare conoscenza sull'autobus per andare a scuola.....

the muffin woman pat ha detto...

io mi ricordo che non vedevo l'ora che i miei uscissero per telefonare all'amichetto:)
ore e ore e ore di lunghe telefonate.
poi mio papà mise il lucchetto al telefono con la rotella.
ora cosa si mette a internet??O_o

Blogger ha detto...

A Milano non possono neppure ubriacarsi sti ragazzini, ecchecazzo lasciagli almeno la tecnologia!

Io non sono uscito per un anno, sempre davanti al computer.
Ora scopo di più - uscendo - se ci penso bene.

Un saluto.

Blogger

il monticiano ha detto...

Mi hai messo di fronte a un atroce dubbio: ma a sedici anni ero anch'io così? Mi sembra di no.
Il massimo della digressione era quella di fumarsi una sigaretta di nascosto dai genitori.
A no ecco, adesso ricordo. Persi l'innocenza, insieme ad altri sei coetanei, andando a trovare una cortese e libera signora di circa cinquanta anni che ci fece, per l'occasione, uno sconto comitiva.
Altro che internet.

Tarkan ha detto...

Mi hai tolto le parole di bocca... perlomeno non rischiano di mettere incinta qualche coetanea...

l'incarcerato ha detto...

Mi hai fregato, pensavo che parlassi del centro sociale qui a Roma e invece...

Un abbraccio e grazie per aver spedito l'e mail! ;)

Pietro ha detto...

Chi glielo dice a blogger che non ci crede nessuno hahaha ;-)

il Russo ha detto...

Che bello quando a sedici anni si beveva in santa pace, ci si faceva la cannetta e poi a pomiciare sui divanetti in discoteca.
Mò scappo che sennò la Moratti se mi legge m'ammazza....

La Mente Persa ha detto...

Non vorrei toccare il loro mouse!