Che non si dica che in questa citta’ siamo tutti una massa di pecoroni senza spina dorsale!!!
Nell’Urbe abbiamo fior di cittadini con le palle, con coraggio da vendere e sprezzo del pericolo. In un paese che si configura sempre piu’ come luogo di rammolliti asserviti e appecorati, mi pregio di annunciarvi che qui, nell’urbe caput mundi, noi non teniamo paura di niente.
A dimostrazione di quanto affermo, periodicamente inseriro’ in questa rubrica, cittadini coraggiosi, il fulgido esempio di coraggio di un mio concittadino che magari sfugge alla reportizzazione ufficiale e si consuma nel silenzio.
Per iniziare bene, riporto due grandi atti di coraggio:
Domenica mattina, ore 12.50-Ponte su lungotevere Urbe sud ovest
Un ciclista, vestito appunto da ciclista provetto con la solita tutina lycra-che fa-figo e tanto di caschetto proteggi zucca correva come Bartali contromano, con assoluto disprezzo della sua vita e di tutti quelli che sterzavano e frenavano per non ucciderlo.
L’istinto dei cittadini automobilisti, radicato contro ogni ragione, ha rischiato di creare un maxi tamponamento a catena da cui l’imbecille su due ruote sarebbe uscito assolutamente indenne
Alla fine della sua folle corsa ha cercato di salire con la bici sull’argine del Tevere, che sfortunatamente e’ in secca
Considerato che ne e’ uscito incolume, gli consiglio di giocare all’enalotto. Un culo cosi’ minimo fa sei
Lunedì mattina, ore 9.45-comunale a scorrimento veloce
Un sorridente concittadino cinese faceva tranquillamente jogging su questa mega autostrada cittadina a nove corsie, ovviamente contromano con tanto di cuffietta nelle orecchie e aria saputa di chi si tiene in forma, mentre intorno le macchine raggiungevano la velocita’ della luce e passavano nell’iperspazio. Mi aspettavo di vederlo volare da un momento all’altro su nel cielo, spinto dal muso di qualche Suv che correva a pazzo e che invece di frenare aveva accelerato ma no, tranquilli, il cittadino lo vedo ancora dallo specchietto retrovisore mentre correndo pacifico imbocca lo svincolo per il raccordo anulare.
Auguri.
Io in motorino ho paura di andarci a 40 all’ora, su quella strada e nella direzione corretta..
Questo è un blog che parla della città e della gente che vive, lavora, fa la fila alla posta, al supermercato, si imbuta negli autobus, nelle metro e nel traffico e che comunque, in qualche modo, sopravvive nella città
mercoledì 15 ottobre 2008
martedì 14 ottobre 2008
Il fantasma dell’Urbe
C’e’ un luogo, nell’Urbe, dove quotidianamente s’infrangono le speranze di centinaia di cittadini.
Sotto gli occhi indifferenti della metropoli, piccoli sogni muoiono e l’attesa si consuma lenta ed inesorabile.
Questo luogo e’ la fermata del 670
Ho gia dedicato piu’ di un post al servizio di trasporto pubblico urbano (vedi http://punzy.blogspot.com/2007/10/chi-lha-visto.html e http://punzy.blogspot.com/2007/06/autobus-urbani.html) ma il 670 meriterebbe un trattato apposito con precise nozioni di paranormale, dato che nessun cittadino l’ha mai visto.
Nel cuore della citta’ lunghi pali gialli culminano in tabelle che ne riportano gli orari nei feriali e nei festivi: quale onta, quale presa in giro! I cittadini sono costretti a prendere un altro autobus per alcune fermate, scendere e poi farsela a piedi fino al fantomatico capolinea del 670, dove medium di accreditata fama cercano di farlo materializzare da anni.
Il 670 e’ una truffa?
Un ectoplasma?
Un autobus virtuale?
Un numeri segreto per invocare il demonio?
Un trucco della giunta comunale per creare un luogo di socialita’ tra cittadini? In quest’ultimo caso perche’ minchia non ci mettono allora perlomeno una tettoia vicino a queste fermate fasulle che quando piove e fa freddo che vuoi socializzare sotto la pioggia?
Forse il 670 e’ uno dei quattro cavalieri dell’apocalisse, quando passa i cittadini si devono grattare oppure strapparsi tutti i capelli perche’ la fine dell’Urbe e’ vicina.
Chiedo a voi, cari blogger consapevoli ed impegnati un momento di solidarieta’.
Mandate una mail al comune di Roma dal titolo :”670, Chi l’ha visto? Io no”
Inoltre, si cercano testimoni sull’ultimo passaggio del 670 alla fermata San paolo basilica; anziani urbani di ferrea memoria affermano che manco quando ci stava baffone il 670 si faceva vedere..
Sotto gli occhi indifferenti della metropoli, piccoli sogni muoiono e l’attesa si consuma lenta ed inesorabile.
Questo luogo e’ la fermata del 670
Ho gia dedicato piu’ di un post al servizio di trasporto pubblico urbano (vedi http://punzy.blogspot.com/2007/10/chi-lha-visto.html e http://punzy.blogspot.com/2007/06/autobus-urbani.html) ma il 670 meriterebbe un trattato apposito con precise nozioni di paranormale, dato che nessun cittadino l’ha mai visto.
Nel cuore della citta’ lunghi pali gialli culminano in tabelle che ne riportano gli orari nei feriali e nei festivi: quale onta, quale presa in giro! I cittadini sono costretti a prendere un altro autobus per alcune fermate, scendere e poi farsela a piedi fino al fantomatico capolinea del 670, dove medium di accreditata fama cercano di farlo materializzare da anni.
Il 670 e’ una truffa?
Un ectoplasma?
Un autobus virtuale?
Un numeri segreto per invocare il demonio?
Un trucco della giunta comunale per creare un luogo di socialita’ tra cittadini? In quest’ultimo caso perche’ minchia non ci mettono allora perlomeno una tettoia vicino a queste fermate fasulle che quando piove e fa freddo che vuoi socializzare sotto la pioggia?
Forse il 670 e’ uno dei quattro cavalieri dell’apocalisse, quando passa i cittadini si devono grattare oppure strapparsi tutti i capelli perche’ la fine dell’Urbe e’ vicina.
Chiedo a voi, cari blogger consapevoli ed impegnati un momento di solidarieta’.
Mandate una mail al comune di Roma dal titolo :”670, Chi l’ha visto? Io no”
Inoltre, si cercano testimoni sull’ultimo passaggio del 670 alla fermata San paolo basilica; anziani urbani di ferrea memoria affermano che manco quando ci stava baffone il 670 si faceva vedere..
lunedì 13 ottobre 2008
Lista dell’odio num 18
- Il lunedi
- Il lunedi che non mi parte il motorino e non si sa perche’e allora devo prendere l’autobus
- Il lunedì che l’autobus strascoppia perche’ si e’ aperta una buca profondissima sulla strada che allora l’hanno chiusa e c’e’ un traffico da inferno e allora tutti hanno lasciato la macchina e si sono imbutati con me nell’autobus
- Il lunedì che l’autobus ha deviato il percorso per via della strada chiusa per la buca profondissima e adesso non so dove mi porta
- Il lunedì che l’autobus ha deviato il percorso e mi ha portato lontano dalla metro e morale della favola me la devo fare a piedi
- Il lunedì che sto tutta sudata e corrente che non mi parte il motorino e allora devo prendere l’autobus che strascoppia perche’ si e’ aperta una buca profondissima sulla strada che allora l’hanno chiusa(la strada, non la buca, figuriamoci) e c’e’ un traffico da inferno pero’ l’autobus ha deviato il percorso e mi ha portato lontano dalla metro e morale della favola me la devo fare a piedi e quando arrivo in ufficio e timbro il cartellino ansmante e col fiatone la mia capa mi guarda disprezzante e mi dice e' questa l’ora di arrivare?
Poi dice la madonna che uno la bestemmia
venerdì 10 ottobre 2008
Socialita’ urbana
Non e’ vero che nell’urbe si va sempre di corsa, troppo di fretta per relazionarsi con i propri simili..sfatiamo questo mito dell’indifferenza urbana e diciamo le cose come stanno: anche in una grande metropoli c’e’ posto per le relazioni umane.
Per esempio ieri pomeriggio, durante i miei 15 minuti di pausa caffe’, sono uscita dall’ufficio e sono andata a zonzo a riposarmi gli occhi. Una scenetta idilliaca di socialita’ metropolitana mi si e’ parata dinanzi agli occhi subito: un autista di scuolabus che chiacchierava amabilmente con un giovanotto di colore.
Solo che il giovanotto di colore era sul motorino. E l’autista in effetti era in servizio perche’ stava guidando un pulmino pieno di ragazzini urlanti.
Chiacchieravano fitto fitto mentre sbandavano a destra e a sinistra e si vedeva che i ragazzini gradivano l’intermezzo perche’ urlavano e’ meglio delle giostre. Io penso che magari evito di scendere dal marciapiedi. Semaforo rosso, subito i ragazzini approfittano per sputare in testa ai passanti dai finestrini, io per prudenza cammino raso muro; poi il semaforo si fa verde e i due ripartono sbandanti e felici, chiacchierando sempre fitto fitto. Mi chiedo cosa possa unire tanto due persone cosi’ diverse da farle chiacchierare come comari senza rendersi conto di quello che si fa e arrivata al bar lo capisco, perche’ i due hanno deciso di prendersi una pausa dallo sbandamento e sorbiscono un bel caffe’ doppio. Lo scuolabus e’ parcheggiato con una ruota vicino al marciapiede e il culo in mezzo alla strada, il motorino fuori all’ingresso del bar, sullo scivolo per gli handicappati. I ragazzini dentro il bus si stanno credo uccidendo, a giudicare dalle grida. I due ovviamente parlano di Totti e di quando torna qua’ ce stanno a rubba’ er campionato. Scavalco il motorino e chiedo un caffe’, mi intrometto nella conversazione e dico scusi ma i ragazzini la’ fuori..
non se preoccupi signo’. L’ho chiusi dentro
Ah vabbe’ allora
Ma che pe’ caso uno e’ suo?
No, grazie a Dio, sono tutti di qualcun altro
La conversazione riprende, si aggiunge anche il barista che il mio caffe’ se lo scorda e io ho quasi finito la pausa
Rumore di plastica divelta. Gambe infantili che sporgono dal finestrino rotto, grida disumane: corri corri Albe’ scappatene a casa,digli a mi’ madre che stiamo al bare
E fugge Alberto, fugge, verso il tramonto urbano con le scarpe slacciate, corre piu’ di Totti e piu’ dell’autista del pulmino che lo insegue.
Figurati se si ricordano del mio caffe’
Per esempio ieri pomeriggio, durante i miei 15 minuti di pausa caffe’, sono uscita dall’ufficio e sono andata a zonzo a riposarmi gli occhi. Una scenetta idilliaca di socialita’ metropolitana mi si e’ parata dinanzi agli occhi subito: un autista di scuolabus che chiacchierava amabilmente con un giovanotto di colore.
Solo che il giovanotto di colore era sul motorino. E l’autista in effetti era in servizio perche’ stava guidando un pulmino pieno di ragazzini urlanti.
Chiacchieravano fitto fitto mentre sbandavano a destra e a sinistra e si vedeva che i ragazzini gradivano l’intermezzo perche’ urlavano e’ meglio delle giostre. Io penso che magari evito di scendere dal marciapiedi. Semaforo rosso, subito i ragazzini approfittano per sputare in testa ai passanti dai finestrini, io per prudenza cammino raso muro; poi il semaforo si fa verde e i due ripartono sbandanti e felici, chiacchierando sempre fitto fitto. Mi chiedo cosa possa unire tanto due persone cosi’ diverse da farle chiacchierare come comari senza rendersi conto di quello che si fa e arrivata al bar lo capisco, perche’ i due hanno deciso di prendersi una pausa dallo sbandamento e sorbiscono un bel caffe’ doppio. Lo scuolabus e’ parcheggiato con una ruota vicino al marciapiede e il culo in mezzo alla strada, il motorino fuori all’ingresso del bar, sullo scivolo per gli handicappati. I ragazzini dentro il bus si stanno credo uccidendo, a giudicare dalle grida. I due ovviamente parlano di Totti e di quando torna qua’ ce stanno a rubba’ er campionato. Scavalco il motorino e chiedo un caffe’, mi intrometto nella conversazione e dico scusi ma i ragazzini la’ fuori..
non se preoccupi signo’. L’ho chiusi dentro
Ah vabbe’ allora
Ma che pe’ caso uno e’ suo?
No, grazie a Dio, sono tutti di qualcun altro
La conversazione riprende, si aggiunge anche il barista che il mio caffe’ se lo scorda e io ho quasi finito la pausa
Rumore di plastica divelta. Gambe infantili che sporgono dal finestrino rotto, grida disumane: corri corri Albe’ scappatene a casa,digli a mi’ madre che stiamo al bare
E fugge Alberto, fugge, verso il tramonto urbano con le scarpe slacciate, corre piu’ di Totti e piu’ dell’autista del pulmino che lo insegue.
Figurati se si ricordano del mio caffe’
giovedì 9 ottobre 2008
Sessualita’ urbana
Eh si, nell’Urbe si fa sesso.
Almeno spero, senno’ tutti quei preservativi schiattati sul lungotevere in realta’ sono pieni d’acqua e usati come gavettoni.
Si fa sesso a pagamento rischiando le multe, sesso coniugale il sabato sera, sesso adolescenziale sul sedile del mio motorino (ieri volevo tirargli un secchio d’acqua a quei due ma proprio sempre sul mio? Si vede che la sella e’ comoda)
Si fa anche sesso anziano, nel senso di anziani cittadini che fanno sesso.
I cittadini delle vecchie generazioni, vessati da case popolari senza riscaldamento, hanno imparato che il proprio coniuge, pure se tiene i suoi difetti, e’ comunque un corpo caldo a cui appoggiarsi nelle lunghe notti d’inverno e l’abitudine pare essere sopravvissuta negli anni, pure all’avvento del termosifone. Consuetudine vuole che, raggiunta una certa eta’ il cittadino metta a riposo i genitali, forse per sconvenienza, forse per stanchezza, forse perche’ le mogli decidono di non radersi piu’ i baffi, vallo a sapere…fatto sta che raramente, anzi devo dire quasi mai, ho sentito parlare un cittadino anziano di sesso.
Io quando vedo gli anziani urbani che girano per marciapiedi e negozi penso a loro come strani angeli senza sesso, con la funzione sociale di scassare la minchia un po’ a tutti: ai giovani sul motorino, alle commesse scostumate, ai Suv che li investono,agli autisti degli autobus che non guidano bene..le coppie di anziani urbani sono in genere caratterizzate da un lui un po’ turbolento e da una lei che tende dolcemente a rimetterlo in riga e vanno avanti cosi’, lui ad imprecare contro i rumeni e lei a tirargli la manica del cappotto dicendo abbassa la voce che ti sentono. Nonostante il fatto che gli anziani urbani in genere sono fastidiosi, guardo le geriatriche coppie con una certa tenerezza: gente che sta insieme da trenta, quarant’anni; tutta una vita, il dopoguerra,i figli, l’urbanizzazione,la motorizzazione di massa, l’informatizzazione..un mondo intero in un vita intera, con la societa’ che si trasforma a velocita’ della luce. Insomma io quando guardo queste coppie non e’ che penso che fanno sesso, credevo che ne so, tipo ad una certa eta’ ti si secca o ti cade.
Invece.
Ero in fila dal pizzicagnolo quando sento la voce di una vecchietta, che voleva essere bassa e confidente ma in realta’ la sentivano fino a Trastevere, che dice: allora me lo vedo davanti,cor pigiama bbono tutto arzillo che me sventola ste’ pillole davanti alli occhi…io me lo so’ guardato e gli ho detto ma che cazzo voi co’ sto viagra? Stamo col culo nella fossa e tu pensi a scopa’..ma famme dormi',famme!! Fosse stato Antonino (il pizzicagnolo) allora si che ce stavo e strizza l’occhio all’Antonino che ricambia viscido per vendere di piu’
Mi giro, guardo la tipa: magra ossuta con i baffi, il marito deve amarla veramente molto.
Il sesso degli angeli
Come no
Almeno spero, senno’ tutti quei preservativi schiattati sul lungotevere in realta’ sono pieni d’acqua e usati come gavettoni.
Si fa sesso a pagamento rischiando le multe, sesso coniugale il sabato sera, sesso adolescenziale sul sedile del mio motorino (ieri volevo tirargli un secchio d’acqua a quei due ma proprio sempre sul mio? Si vede che la sella e’ comoda)
Si fa anche sesso anziano, nel senso di anziani cittadini che fanno sesso.
I cittadini delle vecchie generazioni, vessati da case popolari senza riscaldamento, hanno imparato che il proprio coniuge, pure se tiene i suoi difetti, e’ comunque un corpo caldo a cui appoggiarsi nelle lunghe notti d’inverno e l’abitudine pare essere sopravvissuta negli anni, pure all’avvento del termosifone. Consuetudine vuole che, raggiunta una certa eta’ il cittadino metta a riposo i genitali, forse per sconvenienza, forse per stanchezza, forse perche’ le mogli decidono di non radersi piu’ i baffi, vallo a sapere…fatto sta che raramente, anzi devo dire quasi mai, ho sentito parlare un cittadino anziano di sesso.
Io quando vedo gli anziani urbani che girano per marciapiedi e negozi penso a loro come strani angeli senza sesso, con la funzione sociale di scassare la minchia un po’ a tutti: ai giovani sul motorino, alle commesse scostumate, ai Suv che li investono,agli autisti degli autobus che non guidano bene..le coppie di anziani urbani sono in genere caratterizzate da un lui un po’ turbolento e da una lei che tende dolcemente a rimetterlo in riga e vanno avanti cosi’, lui ad imprecare contro i rumeni e lei a tirargli la manica del cappotto dicendo abbassa la voce che ti sentono. Nonostante il fatto che gli anziani urbani in genere sono fastidiosi, guardo le geriatriche coppie con una certa tenerezza: gente che sta insieme da trenta, quarant’anni; tutta una vita, il dopoguerra,i figli, l’urbanizzazione,la motorizzazione di massa, l’informatizzazione..un mondo intero in un vita intera, con la societa’ che si trasforma a velocita’ della luce. Insomma io quando guardo queste coppie non e’ che penso che fanno sesso, credevo che ne so, tipo ad una certa eta’ ti si secca o ti cade.
Invece.
Ero in fila dal pizzicagnolo quando sento la voce di una vecchietta, che voleva essere bassa e confidente ma in realta’ la sentivano fino a Trastevere, che dice: allora me lo vedo davanti,cor pigiama bbono tutto arzillo che me sventola ste’ pillole davanti alli occhi…io me lo so’ guardato e gli ho detto ma che cazzo voi co’ sto viagra? Stamo col culo nella fossa e tu pensi a scopa’..ma famme dormi',famme!! Fosse stato Antonino (il pizzicagnolo) allora si che ce stavo e strizza l’occhio all’Antonino che ricambia viscido per vendere di piu’
Mi giro, guardo la tipa: magra ossuta con i baffi, il marito deve amarla veramente molto.
Il sesso degli angeli
Come no
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