sabato 24 novembre 2007

LA PUNZY FURIOSA, POEMA EPICO IN ENDECASILLABI SCIOLTI. QUALSIASI COSA SIANO GLI ENDECASILLABI.

Questo poema narra la storia
Di una Punzy qualsiasi
affinchè la memoria
delle sue gesta
non vada perduta ma sia sempre desta…


Vivea, la Punzy, nella capitale,
eroina bohemien un poco asociale,
le sue armi taglienti: penna e parola
recava con sé sin dalla prima scuola

La giustizia sociale la nostra inseguiva
Un mondo più retto a suo modo costruiva
E tutto ciò che di storto vedea
Con graffiante ironia sbeffeggiando ne scrivea

La Punzy avea
(ahimè mortale!)
Un nemico feroce, figlio del Male:
Trenitalia il suo nome
I binari il suo regno,
inefficienza la sua arma
godea del pubblico sdegno

La Punzy sul tren dovea viaggiare
Per tornar di tanto in tanto
Nella sua città natale
Ma che sporcizia quei luridi vagoni!

E i sedili strappati con l’imbottitura a penzoloni
I bagni puzzolenti oltre ogni immaginazione
I ritardi che si cumulano di stazione in stazione

La Punzy furiosa lo scempio guardava
e con aria bellicosa i passeggeri sobillava:
“Gentili signori che con me viaggiate,
per questo treno non si è forse pagato?
Non mi sovviene che alla stazione
Ci abbiano fatto la vaccinazione
Eppure vedete, essa è necessaria:
se entreremo in quel bagno ci verrà la malaria!!!
Per non parlare dei pavimenti: manca l’igiene, mi sembra evidente..
E che dire poi dei sedili strappati e del riscaldamento
che si è appena guastato?”
I passeggeri annuivano con approvazione:

”La punzy dice il vero!!!
La Punzy ha ragione!!”

E mentre la folla inferocita arringava,
La Punzy notò il controllore che tosto arrivava.
“Buon uomo, ascolti. I disagi sono molti.
Il biglietto del treno caro si è pagato
Il cesso è sporco ed il riscaldamento inceppato.
Al freddo e nella puzza dobbiamo viaggiare
Converrà con noi che ci son le ragioni
Per una protesta con i controcoglioni…”
“Egregia signora”
Rispose il controllore
“la protesta è vibrante
E forse avete ragione
Ma io, da impiegato zelante
Le chiedo il suo biglietto, alle lamentele non sono l’addetto
E, se posso farle una confidenza,
in questa azienda non esiste decenza:
forti del solido monopolio
tiran su soldi come il demonio
dei passeggeri gliene frega altamente
non le dico dei lor dipendenti!
la sua protesta per loro è carta straccia:

ai passeggeri che si lamentano
viene solo riso in faccia…”

La Punzy allor sente che l’abbandona
l’ultimo lume della ragione
“Giammai il nemico di me riderà!!
Se le proteste son parole al vento,
lo scritto arriverà, colmo di mordente
e graffierà con l’ironia
ogni disservizio di questa compagnia
Nella mia lista dell’odio entrerete
Dalle maglie della mia penna mai più uscirete
E tutti sapranno che terribile esperienza
Sia viaggiare in questa indecenza!!”
La Punzy estrasse allor la biro
e tra applausi e considerazione
della sua prima lista dell’odio
iniziò la compilazione…

(continua)

4 commenti:

Punzy ha detto...

Questo post è dedicato a Pat, che voleva sapere come funzionano le mie liste dell'odio...ci ho pensato bene e..sai Pat? è iniziato proprio tutto così...

Il perfido ha detto...

Grande la Punzy Furiosa!!! :-)

the muffin woman pat ha detto...

grazie punzy. è troppo bello sapere l'inizio delle cose. uno a volte da per scontato però è stato come entrare quelche secondo nella tua vita. tipo come nei film che fanno i flashback in bianco e nero. mi sono vista il filmino muto di te sul treno con la pellicola sgranata e con le righe. e con le scritte del film muto. oddio che ridere:D

Punzy ha detto...

he he he in effetti l'immagine e' esilarante :)